Estasi
Quando Didier tornò sul lago, erano passati anni. Le code dei falchi, allora, passavano assordanti con gli aerei. Gli mancava la terra. Barcollava e nella febbre cieca sfilavano le sue donne mute.
Elise, dal profilo cavallino e volitivo. Enriquette, col pallino dell’ arte e un cappello nero. Sophie, con lunghi boccoli e labbra crespe. E quante altre, senza nome o traccia. Nessuna durava più di una stagione. Lui strappava lenzuola e correva fra gli alberi, fantasma pazzo di luce.
A “ Villa Pace” il delirio scomparve, dopo la cura rigida e il filtro delle mura. Ora le sue amate erano lì, tutte insieme sbocciate. Rose nude sull’ acqua, e un unico odore lo riempiva. Era più in alto di Dio.
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
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