La mia leggenda sul pettirosso
Nella stalla dove nacque Gesù c’ era un piccolo uccellino grigio e marroncino un passerotto di campagna, si era infilato lì per stare al caldo in quella notte, mentre tutti dormivano, l’ uccellino aveva accompagnato alla grotta il suo padroncino, che era talmente povero che stava anche tre giorni senza assaggiare del cibo.
Viziato? No! Non ne trovava, eppure, eppure, l’ aveva invitato a seguirlo nonostante avesse freddo, voleva approfittare e vedere il Bambinello, il padroncino, si chiamava Luca, e dovette fermarsi all’ ingresso della grotta, tanta era la gente, i pastori, i contadini quanta povera gente tutta li ammassata davanti a quell’ umile capanna in preghiera. Soltanto il passerotto era riuscito a passare al volo, e nessuno aveva da ridire, “ Beato lui”, qualcuno mormorava ma senza nessuna nostalgia, anzi erano contenti che quell’ animella fosse riuscita ad avvicinarsi un po’ di più al Bambinello.
Quando venne il mattino Babbo Natale, un po’ stanco e assonnato e quindi un po’ irascibile, vedendo che quell’ uccellino si stava svegliando troppo accanto al Bambino, e prese a lisciarsi le penne… Prese una ferula che aveva con se per bastone, e iniziò a spingere verso fuori quell’ uccellino, che svolazzando fece sorridere il Bambinello, e con un gesto della mano lo richiamo accanto, Babbo Natale allora approfittò e le diede un colpetto con il bastone per farlo volare via, l’ uccellino invece le venne incontro per avvicinarsi al Bambino e si posò proprio sul cappello di Babbo Natale, subito si accorse che sul petto c’ era un bel rosso lucente salutò il Bambinello con un bel canto tanto che anche Babbo Natale le sorrise. Solo allora decise di tornare dal suo padroncino, e orgoglioso le mostrò il segno della gratitudine divina verso tutti gli uccellini dal cuore immenso, che per distinguersi vollero essere chiamati pettirossi.
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