Metti una notte in viaggio e senza Luna
Metti una notte, in viaggio e senza luna, nel budello di un’ autostrada deserta e senza luci. Metti che non c’è meta, alle due di notte, scivola l’ auto sui pensieri e s’ acquieta, dolcemente sul pedale del gas come una carezza. A cosa stai pensando, tu che come un punto di luce nel buio ti esplori, guardandoti allo specchio retrovisore, con sospetto. Vuoi sapere se sei sveglio? in quale vita per favore? Specificarne il tempo e l’ epoca prescelta, magari l’ anno il posto e l’ ora. Niente scossoni e tutto scorre, come la pellicola di un film, di una storia pronta di essere raccontata. Da dove si comincia? Dall’ inizio, o dalla sua fine? Metti una notte in viaggio e senza luna, c’è un casello senza pedaggio, sembra che a questura dormano tutti, ed è anche un po normale. Premi quel pulsante che riaccende le note, e in realtà è solo bisogno di compagnia, di una voce qualsiasi che sia terrena, e se fosse anche umana diresti che sarebbe perfetto. Chi ha vinto il campionato? Schizza la mente nei luoghi più comuni, si distrae nei vuoti che si affollano di giorno. La voce amica non c’è ancora, qualcuno ha messo un pezzo anni novanta e lo interrompe maledettamente con i suoi saluti. Alle due di notte, ma chi vuoi che ti senta alle due di notte? Batti la mano sul volante e per poco non sbandi e fai la tua frittata. Calma, ti ripeti e respirando allunghi lo sguardo sulla linea di separazione delle due carreggiate. Ne rimani incantato, mentre ti passano sulla sinistra ad una ad una, regolarmente, incessantemente… e se frenassi? Pensi con un non so che di diabolico nel viso. Se frenassi le fermerei e le costringerei ad aspettare. Con un ghigno diabolico cambi stazione, musica classica prima, pubblicità di assorbenti poi. Giri ancora e trovi De Andrè che canta di un certo Piero che si fa ammazzare inutilmente, poi qualcuno che parla a qualcun’ altra al telefono e gli racconta i fatti suoi. Poi spegni e di colpo non c’è che la strada. Nera più nera, che in certi tratti sembra perdersi e confondersi con il cielo. Per fortuna che ci sono le stelle, pensi. Altrimenti chissà dove andrei a finire. Metti una notte in viaggio e senza luna, solo in questa direzione con in mano un volante, metti che ti addormenti e sogni, e che per qualche motivo non ti risveglierai. Metti la strada che si fa più larga e luminosa e che si inclina a destra e poi a sinistra. Metti che il mondo gira dei notte a volte anche si ferma ad aspettare, che qualcuno si svegli e che tenga la sua direzione, la sua vita stretta nelle mani.. il suo cuore……
Commenti (1)
Che succede? Sulla strada buia e senza luna, in un viaggio monotono che pare interminabile, il sonno prende il sopravvento e diventa eterno, senza soluzione di continuità? Oppure si tratta soltanto di un viaggio della mente, senza meta, senza segnali di direzione, che non finisce se non nella scoperta del nulla... se non nella scoperta del cuore? Mi è piaciuto molto, questa l’unica certezza.
