Accipicchia! Acciderba!
Acciderba! Accidenti!
Che disastro con questi denti!
Al principio ne è caduto uno
e non se n’è accorto nessuno.
Ma quando è caduto pure il secondo
se n’è accorto tutto il mondo!
Quanta gente in giro è sciocca,
solo a guardare la mia bocca,
poi la frase più maldestra:
Ti si è aperta gran finestra!
Acciderba! Accipicchia!
Sto studiando una ripicca!
Ma quel che più mi fa arrabbiare
è che nessuno sembra badare
che anche il nonno è senza denti
ma con lui non fann commenti!
La leggenda del topino
che di notte porta il soldino
è la parte meno sciocca
del disastro nella mia bocca!
Accipicchia! Accidenti!
Voglio ancor tutti i miei denti!
E se qualcuno ancor fa il babbeo
giuro che gli fo pernacchia e pur marameo!
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
Posso darti un piccolissimo consiglio? L’ultimo verso per non farlo troppo lungo togli "pernacchia" e scrivi solo: Gli faccio un bel marameo! (se tu vuoi naturalmente) Scrivi molto bene. Complimenti!

