A mia Madre
Pasquale Lettieri
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Solo gli occhi alla fine splendevano come splendono le stelle nella notte d’ inverno quando il cielo è cristallino e fa freddo nell’ anima. Una luce serena illuminava il tuo viso e il mio. Partecipava la luna alta con l’ opaca luce oscurata dalle nuvole nel cielo. Solo venere con caparbietà splendeva, poi, il silenzio inghiottì ogni cosa, la sua stretta di mano alla mia, lo scrutare nell’ anima illuminata dal colore azzurro dei tuoi occhi in cerca di un luogo a cui calare l’ ancora di aiuto; si impallidì il cuore che fuori dal luogo del momento, per difesa, batteva forte e a volte rallentava come una trottola alla fine e a l’ inizio del suo giro. L’ oscurità, l’ angoscia dello spegnersi di ogni luce avanzò nel mio petto. Mia madre distesa nel letto sazia del vivere, inerme, aveva abbandonato il corpo, le luccicanti luci delle pupille svanite, come il svanire del sole di sera, solo la notte può essere più buia. Scappai dalla festa, al tutto che avveniva dopo, al rumore di quel momento che squarciò il tempo, e le radici del cuore, condividere non mi piaceva, scappai. Già, il parlottare, gli aneddoti, le false lacrime e le ipocrisie mai volarono nella mia anima Era buona e bella nell’ anima la Matrona, onesta, e pronto sempre a sacrificarsi, una vita onesta, senza maccie nella testa. Si bellè Mammà pure dinto ‘ o silenzie..!
Come una stella,
così il cuore arse senza carbone,
prima pulsò,
poi si spense piano alla vita.
Senza nessun segnale,
lentamente squarciò il tempo,
non rimase nemmeno un singhiozzo di luce,
tutto svanì dai tuoi occhi
come svanisce il rintocco delle campane
nel vespro della sera.
Così l ‘ amore che è cera della vita
si spense senza mai dire addio.
Vivi ancora in me nei miei occhi che vedono le stelle dal terrazzo di casa mia. Mi avverto orologio non funzionante. Gira poco la lancetta dei secondi. Quella dei minuti è ferma da ieri. Ho provato a dare corda alla corona... mi gira al contrario, si è inceppata. Non sento battere il cuore di metallo nella cassa di ferro tra ingranaggie rotelline varie. Il tic tac di ogni tempo è muto; Tutto è fermo. Gli attimi che mi raggiungonosfuggono velocementetra le sfere di quest’ orologio mal funzionante. Poesia si è svestita, ha messo da parte i suoi colori. Le parole non hanno verbo, non reggono alla riga, diventano prima chicchi di neve, poi si sciolgono. Nessun serpente sputa il suo nobile veleno nella mia bocca asciutta. Ci sono giorni che non vanno, non vanno e nulla ci puoi fare. Il motore non gira e dagli occhi fuoriescono lacrime di olio. Anche se ti sforzi di girare il motorino di avviamento, il cuore della tua macchina resta fermo... Non gira il sangue, le candele che accendono il cervello non fanno scintille, vanno cambiate. Tutto è fermo... persino le foglie dell’ albero dell’ amore non si muovono al soffio impetuoso del vento.
Come una stella,
così il cuore arse senza carbone,
prima pulsò,
poi si spense piano alla vita.
Senza nessun segnale,
lentamente squarciò il tempo,
non rimase nemmeno un singhiozzo di luce,
tutto svanì dai tuoi occhi
come svanisce il rintocco delle campane
nel vespro della sera.
Così l ‘ amore che è cera della vita
si spense senza mai dire addio.
Vivi ancora in me nei miei occhi che vedono le stelle dal terrazzo di casa mia. Mi avverto orologio non funzionante. Gira poco la lancetta dei secondi. Quella dei minuti è ferma da ieri. Ho provato a dare corda alla corona... mi gira al contrario, si è inceppata. Non sento battere il cuore di metallo nella cassa di ferro tra ingranaggie rotelline varie. Il tic tac di ogni tempo è muto; Tutto è fermo. Gli attimi che mi raggiungonosfuggono velocementetra le sfere di quest’ orologio mal funzionante. Poesia si è svestita, ha messo da parte i suoi colori. Le parole non hanno verbo, non reggono alla riga, diventano prima chicchi di neve, poi si sciolgono. Nessun serpente sputa il suo nobile veleno nella mia bocca asciutta. Ci sono giorni che non vanno, non vanno e nulla ci puoi fare. Il motore non gira e dagli occhi fuoriescono lacrime di olio. Anche se ti sforzi di girare il motorino di avviamento, il cuore della tua macchina resta fermo... Non gira il sangue, le candele che accendono il cervello non fanno scintille, vanno cambiate. Tutto è fermo... persino le foglie dell’ albero dell’ amore non si muovono al soffio impetuoso del vento.
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
Commenti (1)
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Silvana Poccioni1 maggio 2022
Un racconto toccante, che mi ha catturata e commossa. Le stesse sensazioni credo di averle provate anch’io, soprattutto alla morte di mia madre. E’ un dolore indicibile e in quei momenti solo la solitudine può aiutarci a sopportarlo, altrimenti il cuore si spezza.

