Chiusura anno scolastico
E adesso, come un fantasma, sto per chiudere un sipario sinistro, mentre un’acuta voglia di voltare di nuovo pagina si sta diffondendo fra i miei pensieri più vetusti...
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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Mia cara collega (certamente più giovane di me, visto che ancora sei al lavoro!), come ti capisco! E mi dispiace sentire ciò che provi nella scuola di oggi, con tutto quel groviglio di regole assurde e di fantasmagorici progetti sostanzialmente inutili. Mi sento fortunata, sai? Io sono uscita dal mio amato Liceo quando ancora l’insegnamento era il cuore di ogni anno scolastico e quest’ultimo sembrava fuggire in un lampo. Ti capisco perché anch’io ho sempre vissuto la mia interiorità come la vivi tu e non saprei, nella scuola di oggi, indossare la maschera del docente soddisfatto, che ci graffia e ci deturpa il viso, ma non l’anima. L’anima è e resterà sempre solo nostra. Lasciamola libera di espandersi a suo piacimento, come un ippogrifo.

