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Biografie e Diari 26 giugno 2022 · lettura 2 min · 811 letture

Chiusura anno scolastico

Elena Poldan 16 racconti pubblicati
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E anche questo lungo, lunghissimo anno scolastico volge al termine, tra qualche amarezza, qualche incomprensione, dove ogni giorno è stato intenso, problematico e impegnativo, dove tutto è stato adempiuto, con serietà e grande dispendio di energie, con grande accumulo di tensione. Un bel po’ della mia vita è stata come risucchiata da un vortice famelico, che non si esaurisce mai... un bel po’ della mia anima si è genuflessa verso impegni che hanno soffocato ogni rigurgito di allegria e creatività, ingrigendo ogni mio giorno. Mi sono imposta un’immagine così seria e professionale che stento quasi, sotto queste mentite spoglie, adesso a ritrovarmi... io, con le mie mille incertezze e i miei dubbi, le mie indecisioni, la mia pigrizia, i miei tormenti, con i miei sogni sempre traslucidi che sgorgano riempiendo pagine e siti, io che mi perdo fissando il mare in quel moto che sembra entrare dentro i miei pensieri, rinfrescandoli, calmandoli o quelle nuvole fugaci, che sembrano fuggire da qualcosa, come me... io, che per giorni mi isolo dentro a un libro lasciando tutto il resto fuori, per poi riaffacciarmi alla vita come dopo aver viaggiato in un lungo sogno e sentirmi come un’ape sazia di polline. Io che trascorro ore con i miei mici osservandoli, ascoltando le loro fusa consolatorie, cercando di comprenderli, sentendoli così simili a me e vicini. Ho nostalgia di quella me che ho quasi disconosciuto, dimenticato, ma che mi appartiene più di ogni altra cosa.
E adesso, come un fantasma, sto per chiudere un sipario sinistro, mentre un’acuta voglia di voltare di nuovo pagina si sta diffondendo fra i miei pensieri più vetusti...
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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (1)

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Silvana Poccioni7 aprile 2023

Mia cara collega (certamente più giovane di me, visto che ancora sei al lavoro!), come ti capisco! E mi dispiace sentire ciò che provi nella scuola di oggi, con tutto quel groviglio di regole assurde e di fantasmagorici progetti sostanzialmente inutili. Mi sento fortunata, sai? Io sono uscita dal mio amato Liceo quando ancora l’insegnamento era il cuore di ogni anno scolastico e quest’ultimo sembrava fuggire in un lampo. Ti capisco perché anch’io ho sempre vissuto la mia interiorità come la vivi tu e non saprei, nella scuola di oggi, indossare la maschera del docente soddisfatto, che ci graffia e ci deturpa il viso, ma non l’anima. L’anima è e resterà sempre solo nostra. Lasciamola libera di espandersi a suo piacimento, come un ippogrifo.