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Amore 11 aprile 2024 · lettura 6 min · 601 letture

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Giuseppe Buro 3 racconti pubblicati
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Quella notte Paola non prendeva sonno, un temporale faceva sbattere le imposte, tuoni e fulmini si abbatterono sul villaggio, eravamo nel mese di settembre, quando ci si prepara alla vendemmia. Fortunatamente non cadde la grandine, era contenta di essere andata a trovare la nonna, lei viveva in una cittadina del nord,
        zona mare, rinomata, lei gestiva un negozio di souvenir,
        a fine settembre i turisti vanno tutti via, la cittadina rimane quasi deserta, solo pochi abitanti. Nel paese della nonna aveva conosciuto un ragazzo, un tipo
        mediterraneo, abbronzato, occhi verdi, capelli ricci, un bel fisico, atletico, addominali scolpiti, da far girar la testa alle ragazze. Antonio era quello stesso ragazzo di quando bambina giocava a moscacieca, solo che erano trascorsi quindici anni dall’ ultima volta, a stento lo riconobbe, Antonio rimase affascinato da Paola, che era l’ opposto suo, capelli biondi, occhi celesti slanciata, alta circa un metro e settanta, una ragazz
        dall’ aspetto dolce e colta. Era quasi giorno quando il gallo canto‘, erano anni che non sentiva un gallo, la giornata si presentava chiara senza nuvole, era domenica tutti dormivano ancora, più del solito rispetto agli altri giorni. Sentì nonna Rosina c’è scendeva le scale per andare a preparare la colazione, era la nonna paterna, molto affezionata a lei, ogni estate andava a trovarla, invece la nonna trascorreva le vacanza di Pasqua e di Natale con i suoi. Erano anni che il papà non c’era più, era una ragazzina quando il papà la lasciò aveva appena dodici anni, rimase scossa per un periodo, non voleva parlare più con nessuno. Ora ne aveva ventisette, ricordava benissimo il papà e soffrì molto di quella perdita. Non aveva più un appoggio, le mancava un confidente, qualcuno a cui ricorrere nei momenti di sconforto.
        Si affacciò dalla finestra per guardare nella valle, qualche auto scendeva al paese, domenica era giorno di fiera, qualcuno approfittava per comprare, altri per vendere qualche prodotto, sculture in legno e souvenir vari. Scese anche lei, la nonna era indaffarata ai fornelli, la salutò, nonna era una donna sulla settantina, aveva sofferto la fame e la guerra, da piccola. Il marito dovette andare in guerra combatte’ al fronte, lei rimase sola con una bambina di pochi mesi, la vita nel villaggio era dura, doveva accudire le mucche, mungerle, fare il formaggio, vendere il restante latte. Fece colazione e risalì al piano di sopra per cambiarsi, sarebbe andata alla fiera con Antonio, che nel frattempo era arrivato, la nonna gli aveva preparato il caffè. Era pronta per scendere in paese e andare in fiera, salirono in macchina e arrivarono dopo circa un’oretta, erano le dieci, la fiera era abbastanza grande, si vendeva di tutto,
        lei era interessata ai soprammobili, ai libri, ai romanzi e poesie. Libri antichi un po’ sbiaditi, con un fascino enorme, era rapita, li prendeva li accarezzava, leggeva qualche riga, ne comprava qualcuno. Antonio invece era interessato alle capre, ne aveva circa dieci,
        voleva comprarne qualcuna nana. Si fermarono un momento al bar della piazza per un aperitivo, Antonio la guardava in un modo nuovo, diverso, le teneva la mano, chiedeva della sua vita di cosa faceva, di come si viveva in città, tutta quella gente che correva senza una meta, lui che era immerso nella natura non riusciva a capire come potesse una persona vivere in quel modo. Paola soddisfava tutte quelle curiosità,
anche lei lo guardava rapita, gli piaceva, era un ragazzo interessante, Antonio era laureato in Agraria, si dedicava alla sua azienda, non pensava di andare a vivere fuori. Paola era laureata in Economia, non avrebbe mai pensato di vivere in una frazione, lontano da quello che ormai gli era familiare. Finalmente ripresero il viaggio di ritorno, ad un certo punto Antonio fermò la macchina sul ciglio della strada, le prese
le mani, la fissò e le disse: ascolta Paola:                                                     ci conosciamo da bambini, ma in questi giorni la tua venuta è stata per me come se non fossi mai andata via, mi piaci sai e molto, sono libero, non ho una fidanzata e mi piacerebbe poterti frequentare, conoscerti meglio, vorrei che tu fossi la mia ragazza. Lei rimase stupita, non pensava di suscitare in Antonio quei sentimenti, anche perché non gli aveva mai dato modo di intendere diversamente, poi disse, come facciamo se siamo a duecento chilometri, come facciamo? Si sarebbero frequentati vedendosi ogni quindici giorni, poi lui doveva frequentare uno stage nella sua città e quindi avrebbero potuto vedersi tutti i giorni per sei mesi. Certo che era contenta le sarebbe piaciuto frequentare Antonio, per conoscerlo meglio, parlare di argomenti che mai avrebbero potuto affrontare un mese. Lei era contentissima, Antonio con una carezza le sfiorò il viso e la baciò teneramente, sfiorandole le labbra, una dolcezza infinita, senza pari che mai avrebbe immaginato.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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