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Fantasy 14 marzo 2011 · lettura 4 min · 1192 letture

Dal Belvedere

Silvana Poccioni 97 racconti pubblicati
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Osservate da quell’altezza, le cose risultavano così mirabilmente chiare e limpide, che le miriadi di minuscole fiammelle affacciate sulla balaustra del Belvedere agitavano estasiate le loro cime sottili riempiendo il cielo tutt’intorno di innumerevoli, allegre scintille dorate.

Ora tutto risultava così semplice da comprendere, che quasi dubitavano di essere mai esistite prima.

Quando erano dall’altra parte, imprigionate nei loro carrozzoni senza uscite, avevano tentato tante volte di capire il senso profondo di ciò che riuscivano a malapena a vedere, occhieggiando furtivamente attraverso quelle uniche due strette fessure che si aprivano sul mondo. E quando credevano di essere sul punto di comprendere, la loro vista veniva offuscata da tendaggi variamente trapunti, che distorcevano le immagini colorandole innaturalmente.

Quando erano dall’altra parte avevano tentato mille volte di ascoltare con attenzione i suoni provenienti dall’esterno, arrampicandosi a fatica lungo due stretti cunicoli che sbucavano proprio sul tetto del carrozzone, benché la difficoltà di arrivare fino alla membrana vibrante al di là della quale si producevano i suoni fosse enorme. Ma il risultato era ogni volta esaltante: i rumori si trasformavano prodigiosamente in voci, melodie, fruscii, sussurri. Quante volte erano state sul punto di averne una percezione nitida, fedele, diretta! Ma sempre il tentativo era miseramente fallito. I suoni si percepivano, ma la comprensione del loro reale significato veniva impedita da ostacoli di ogni sorta e la colpa era dei carrozzoni che ripartivano d’improvviso o d’improvviso svoltavano angoli o imboccavano strade sbagliate, divieti d’accesso, che ingranavano retromarce proprio quando bisognava sostare e sostare a lungo.

Tante volte avrebbero voluto interrompere per un po’ quel viaggio frenetico, sempre in corsa col tempo verso nuove mete, raggiunte le quali, senza neppure assaporare la gioia del loro raggiungimento, si ripartiva, per arrivare e ripartire di nuovo, senza quiete, riposo, soddisfazione.

Tante volte, quando erano dall’altra parte, avrebbero voluto fermarsi, parcheggiare in un luogo solitario, per ascoltare la musica del silenzio rotta soltanto dai suoni della natura e in quella pace lasciar correre libero il pensiero o permettergli di riposare in compagnia di se stesso, come un vecchio saggio sul far della sera, quando  ripercorre con la mente le tappe della sua esistenza e ne trae il bilancio, sorridendo bonario sui propri errori e imparando da essi il senso della vita.

E invece quei diabolici carrozzoni, in cui erano imprigionate, non sostavano mai, sempre on the road, tra faticose salite e ripide discese, a velocità sostenuta su interminabili rettilinei in fondo ai quali, talvolta, un imprevisto incidente di percorso costringeva a difficili riparazioni o a dolorose soste forzate, angosciose, rabbiose, tristi, malinconiche, rassegnate.

A tutto questo pensavano le migliaia di fiammelle affacciate alla balaustra del Belvedere e sorridevano malinconicamente sulla propria stupidità.

 Ma come avevano fatto a non capire, quando erano dall’altra parte, che prima o poi i motori dei carrozzoni si sarebbero spenti e loro sarebbero uscite da essi senza impedimenti, volando via, accendendosi di luce e riempiendo il cielo tutt’intorno di innumerevoli, allegre scintille dorate?

 Poi decisero di indire una riunione straordinaria per trovare tutte insieme il sistema di aiutare gli esseri umani a capire un po' meglio il senso della vita, prima che fosse troppo tardi, e soprattutto senza dover aspettare di trasformarsi in fiammelle lucenti affacciate sulla balaustra del Belvedere.

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Silvana Poccioni

La Poesia è per me una passione, un desiderio, un modo di conoscermi e di specchiarmi nel più profondo del mio essere (cosa non facile). La Poesia mi consola, mi aiuta, mi salva, spesso, dalla vita e dalla sua prosa dura e sconnessa. La Poesia è la parte più vera e sincera di me e io la offro a chi vorrà conoscerla e c

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