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Amore 14 maggio 2011 · lettura 5 min · 981 letture

Fiori fragili 2

B
Benedetto Demmi 8 racconti pubblicati
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Radiosa giornata: boschi, linee ondulate e poi aspre, dolci e ripidi saliscendi.

Aria mite, primaverile, flora mediterranea, abeti, e pini si contendono l’irregolare

territorio insieme agli uccelli che liberi disegnano tutte le traiettorie possibili.

Sentieri e tornanti larghi e stretti serpeggiano lungo i crinali finendo in baite,

case di montagna , malghe. Quadro increspato dal battito nitido e potente di una

 moto enduro che risale circospetta i dorsali e gli avvallamenti.

Termina il rombo raggiungendo una casa su un piano a più o meno 1000 metri s.l.m.

in pietre nella parte bassa e legno in quella alta, nel complesso la costruzione di circa 80 mq. appare solida e semplice: è circondata da un ampio terreno coltivato disposto in parte a terrazzamenti, vi sono anche intorno alberi di nocciolo e noce e altri.

Di là in un ampio recinto delle galline beccano sul terreno in cerca di cibo. Gocciola

da un tubo con rubinetto  acqua che si perde dentro una vasca di cemento.

 Alle spalle della casa  fa da copertura un  roccione  alto circa una trentina di metri.

Accoglie  festoso, l’uomo che scende dalla moto, un bel cane lupo; l’uomo sui 45 anni

ingrigito quasi precocemente insenilito va verso il portone, apre ed entra dentro.

*

Rosa , carminio, lacca di Cina, fucsia  avvoluzioni, riccioli e arabeschi a forma di discrete mani

afferrano affannose nuvole di fumo azzurrognolo. Intorno .

Sotto, versi d’amore, di unione sessuale. Atavico suono della creazione che conserva

nel movimento l’alfa e l’omega: la vittoria della vita sul niente. Fremono i sensi,

all’ acme l’intesa, unione senza la macchia del tempo.

I tuoi bei seni catturano i miei occhi, le mie mani; tanto ci amiamo con un amore semplice

e profondo, poi poco dopo aver raggiunto insieme l’ orgasmo sento le mie energie

disperdersi oltremisura repentinamente tanto da svenire…’

Oh! oh! Sofia, bella Sofia protendo le mani e lo sguardo verso la finestra ambrata dal

pomeriggio, come per raggiungerti subito nel tuo spazio-tempo.

E continuo a svegliarmi in compagnia di questo ricorrente sogno.

Sto rilassato sul letto, a fantasticare su di lei quando ad un tratto  una voce da fuori

si fa sentire.

“C’è qualcuno?!  C’è gente, permesso?!”

Vado verso la finestra, mentre il l’uomo, escursionista(?)  ripete la stessa domanda.

Esco “ Le serve qualcosa?” faccio alla persona di mezza età dall’aspetto simpatico,

 dal suo zaino fuoriesce una cartina topografica consunta.

“Il sentiero dovrebbe condurre al paese Frondone, ma nella carta non è indicato, e

poi vorrei dell’acqua, per favore.?” mi dice, quasi d’un fiato.

Lo invito dentro casa e gli do da bere.

“ Il paese  è a circa 20 km. da qui, ci sono delle scorciatoie e sentieri poco trafficati,

dopo le farò vedere -  è visibilmente stanco, forse deluso- voleva raggiungere forse la

cima Boll?”

“ Si! senza riuscirci come vede, eppure ero certo di poterci arrivare, mostrandomi l’evi-

denziato nella cartina.”

“E’ datata –  suggerisco- comunque la vetta si può raggiungere dal versante orientale.”

Si guarda intorno , la vecchia ma funzionante radio, la fila degli omini in legno di diversa grandezza, mobili rustici e spartani e  ferma la sua attenzione su due cornicette poste sopra il cassettone insieme ad altri soprammobili;  su una un poco più grande dalla cornice argentata quasi scura

c’è una foto con una coppia semplice e sorridente con sotto scritto Caty e

Teo, nell’altra a fianco vi è una giovane di media bellezza,fotografata a ¾ su uno

sfondo fiorito con il nome Sofia .

“C’è una bella veduta qui- usciamo fuori- vive da solo?”

Non ho voglia di rispondergli, c'è la perfezione del silenzio , del benessere e della solitudine, preferisco    dirgli le ultime  informazioni necessarie affinchè

possa trovare la giusta via per arrivare al paese, non vuole che lo accompagni con la moto

e poi scendere verso valle è poco faticoso.

Accenno a salutarlo, lui capisce, gli chiedo il suo nome, Ermes, la risposta.

Sta per avviarsi verso il viottolo, quando si gira e gentilmente mi chiede il mio,  gli rispondo

Diego.

 

                                                                                                    

 

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I fatti e i personaggi narrati in questo racconto sono frutto di fantasia: ogni riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale.
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L'autore
Benedetto Demmi

Le poesie sono le mie ali per raggiungere l'infinito e sorvolare la terra...

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intanto fiocco x ritrovarti (Maria Rosy)

Commenti (1)

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Maria Rosy14 maggio 2011

Quando si "parla"della natura, ascolto in silenzio. Ma quando se ne parla con prosa poetica come sai fare tu, il mio silenzio diventa riverente omaggio: Aspetto con ansia il continuo...