Aria Fritta IV
Le testate delle nostre vite sono ormai vicino alla fusione se già non l'hanno avuta. Ad esempio, sappiamo da sempre che tutti i campi elettromagnetici di radiofrequenze sono potenzialmente cancerogeni, ma all'insegna del chi se ne frega e di tanti altri motivi sui quali preferisco tacere, alcuni decenni fa, furono inventati e immessi sul mercato i telefoni portatili (cellulari). Il boom del suo uso negli anni ha assunto dimensioni impressionanti, tanto da riempirne le tasche degli abitanti dell'intero pianeta, i cell. sono diventati il vero status symbol “dei poveri” del XXI secolo, si perché, il paradosso è vedere emigranti senza casa e lavoro che usano proprio quelli più sofisticati e costosi, al pari dei minorenni. Ora io arrivo a comprenderne il business e concordo anche sulla rivoluzione epocale che questi abbiano portato, la comodità è indiscussa, il poterne disporre in auto in un ingorgo, in mezzo al mare, o su una montagna, in caso di pericolo, migliora le condizioni psicologiche e talvolta fisiche, del possessore e dei propri cari, ma come sempre è l'uso che pongo in discussione e quello che l'aria fritta ha creato, recentemente pare, che un gruppo di scienziati basandosi su studi epidemiologici abbia mostrato un rischio accresciuto di glioma, un tumore cerebrale associato all'uso del telefono senza fili, ma sono pronto a scommettere che i grandi interessi porteranno coloro a dividersi, creando due diverse correnti di pensiero e sostenendo che solo dopo molti anni d'uso e quindi di ricerca, potremmo avere delle risposte certe, ora dico io, ma nell'incertezza, io usufruitore, posso almeno limitarne l'uso? Posso almeno evitare di usarlo all'interno degli edifici, dove è sito sicuramente un telefono tradizionale? Posso evitare che i bambini di dieci anni ne detengano l'uso, sicuramente esclusivamente a scopo ludico? Perchè a chi deve telefonare un bambino di dieci-undici anni? Se poi questi lo usa, dato che viaggia da solo per strada (senza un adulto), beh allora è giusto che la nostra società vada così. L'italiano ha sempre amato filosofeggiare, forse influenzato dai vicini amici Greci che fin dalll'antichità hanno in parte influenzato i nostri modi di pensare, ora per chi sia stato in Grecia o abbia conosciuto almeno uno di loro, avrà sentito dire, una fatza una ratza (chissà come si scrive), vista la situazione attuale economica del popolo greco non oso pensare al nostro futuro. Gli pseudofilosofi e i venditori di fumo, sono spesso legati da un comune denominatore, appunto dall'aria fritta che noi inaliamo e purtroppo scambiamo per ossigeno puro, ma ripeto non è colpa loro, ma della miopia generalizzata creata da un uso distorto del benessere apparente e dalla tecnologia di cui disponiamo.
Questi pseudfilosofi da decenni ci han portato a vivere all'insegna del consumo, condizione basilare per far crescere l'economia e quindi la prosperità, per loro lo stesso capitale accantonato in anni di duro lavoro, dai nostri padri o da noi, può essere tranquillamente usato, in breve tempo, tanto l'immissione sul mercato, favorirà agiatezza anche nelle classi meno abbienti, le quali una volta in possesso di ciò che non sono abituati ad usare, lo rimetteranno in circolo anche in misura maggiore indebitandosi e tornerà all'origine, risultato il povero ritorna povero, l'agiato si arricchirà maggiormente. Il gioco ha funzionato a meraviglia per decenni ma credo che ora la variabile “velocità” abbia gravemente compromesso certi equilibri.
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