Ho scritto un racconto
ho scritto un racconto, un racconto a metà, di quelli non troppo lunghi e non troppo corti, di quelli che dopo un po' rimani senza via. Di quello a testa in giù dove nulla ha più senso nemmeno l'esistenza, né il titolo, né la categoria. Un racconto che prende le forme d'un elefante che lentamente si riduce ad un topolino, un po' come Alice quando beve la pozione magica....o mangia il fungo....non ricordo più....insomma di quelli in cui s'insegue un coniglietto bianco e ci si ritrova con un lupo nero....basta semplicemente rispondere ad un ciao, ad una parola, o seguire un discorso insensato. Scorrono immagini d'ieri e di oggi. Suonano le trombe affollando le escursioni temporali, in uno spazio ristretto follemente affollato, rumori di lego smottati ricordi d'infanzia tra terra cucinata a festa e erba di contorno. Sporchi di sabbia, terriccio e verde ramarro, le ginocchia sbucciate le mani sdrucite, la vecchia gru abbandonata al campetto, rifugio di disperati tossicomani, bambini che ci saltellavano intorno, impauriti dai racconti dei grandi e timorosi di toccare chissà quale gigantesca siringa e di qualche sballato spaventapasseri. Scendevano le luci dei lampioni e noi si rimaneva fuori a giocare a pallavolo in strada. A quell'ora le macchine non circolavano più e i nostri genitori seduti ai balconi per sfuggire alla calura estiva, ogni tanto gettavano uno sguardo in giù a guardare se tutto filava dritto, se tutti fossero presenti all'appello.....ognuno s'interessava d'ognuno, il controllo sociale permetteva da un lato la libertà di potersi muovere fuori di casa, dall'altra impediva di muoversi sconsideratamente, senza una riga da seguire.....ci si rimproverava a vicenda oppure si veniva rimproverati dal vecchietto di turno che si trovava a passare......adesso, non gioca più nessuno da quelle parti, troppe macchine e troppo pericolo.....adesso ci si volta dall'altra parte quando qualcuno si sente male o viene picchiato.....
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
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