Refoli
Nello streper del mar refoli danzan in paglierino tritume. S'ode pio nel
Nello streper del mar refoli danzan in paglierino tritume. S'ode pio nel
Sferzar di nerbo il vigor ego pel galoppo d'istinti ove ad oblii dar di
È la mia mente una fucina di disordinate battaglie. Madre generosa e prolifica, che si dona e si
Tentennano le perle di pioggia ciondolanti sui rami in tremore repentino il lampo
Ti appartiene l'antico respiro di una luna d'argento Quando nessuna stella trema in nome
La luminosa, indicartela mai nessuno potrà, scorgerla tu dovrai, e
sboccia femmina sgualcita dall'alba tradita tra lenzuola calde e dita umide giocose che scivolano nei
Sul mio corpo i segni della tua ingratitudine Nel mio animo sofferenza Nel
Braciere spento sulla rotta dell'anima che s'è smarrita tra un'oasi e l'altra il nero madraga
Il saliscendi per le malmesse mura era l’orrore dell’emergenza, i rischi del prigioniero sotto
Zampilla sulla schiena l'innaffiatoio dei tuoi occhi Vizio indiscreto di bagnarmi poi succhiarmi come una…
All’alba del mattino s’accende il sole raggi cocenti bucano
Come un aquilone libero di tornare sulle spoglie derise dai perché planare nell’aria coi suoi
T'increspi appena, mai disillusa certezza: Amore, luna
Occhi negli occhi: tocco di cielo stellato su di noi. Due viandanti
Frullo d'ali il silenzio spezza, è l'anima nell'oltre andata. Perseguitata dalle
Costole d'aria, ciascuno in sé sgrana, conosce... righe tra le righe liberi inchiostri non è…
Intesa subitanea con se stessi ed è incoerenza gelida, distanza creata
Cammina l'ombra della sera in oscurar decisa la ragione vera, tersa luce di perduta aurora bivacca nella
non è che io non abbia stelle è che ho imparato a non dimenticare che senza
Benevolo fato colma cornucopie d’ogni messe e sprizza vivaci zampilli sgorga fluente
Il dolore d'un'idea goccia lacrime dentro Fugaci le vie
dal mio posto a sedere fuggo la campagna -albero: perché resisti al tempo? non ti
Vorrei essere come il vento spazzerei dalle menti il superfluo insolente Per