Cinquant'anni ben portati

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (8)
bel sonetto, pieno di lusinga per chi gli anni li sente tutti, beata quella donna a chi hai offerto quel sonetto, non poteva fargli piu bel complimento paragonandola ad una cometa,
Invecchiare non piace a nessuno, soprattutto a una donna bella, quindi trovare qualcuno che ti fa un bel complimento è piacevolissimo. Versi molto galanti e pieni di sensibilità!
...Che sonetto sublime! fluido, tanto musicale e dal ritmo perfetto... Che dire... Un vero capolavoro! Delizia per i miei occhi...
E' meteora, Luciano, oppure stella la donna che, pudica, ammetta l'ora che passa, nonostante nulla ancora in lei ne segni l'orma se non bella. "Ella s'en va..." di amabile signora diceva padre Dante, e una gazzella pareva ai nostri cuori la donzella "vestuta d'umiltà" che brilla ognora. Tu che del "divino" sei un seguace, tu che pasci la terra di Toscana, per la Beatrice tua non trovi pace e questa è cosa che non ti profana perché lo fai con lirica efficace, e dalla gran poesia non ti allontana.
Guardala pure, caro Tarabella, le donne a cinquant'anni sono un fiore e forse sono nell'età più bella, dei sogni più maturi... e dell'amore. Lo so che tu le puoi solo guardare perché ci hai quarant'anni più di loro e ti resta soltanto da sognare e coi tuoi versi fare loro un coro. Io ci ho più di cent'anni, come sai, per dir la verità son centosette, però io non capisco come mai anch'io lor guardo ancora... culo e tette!
Hai un fare un po' monellino da qualche tempo ma mi diverte leggerti... molto carina!
Veramente bello questo accorgersi della bellezza ancor vivida nella maturità della propria amata... una bellezza che indubbiamente... fa bene a entrambi! Bella e briosa... piaciuta tantissimo.
"Une rose d'automne est plus qu'une autre exquise", aveva scritto il poeta francese Agrippa d'Aubigné, nel Seicento, e il grande cantautore Georges Brassens, in "Saturne", gli dava ragione, aggiungendo:"C'est pas vilain les fleurs d'automne, et tous les poètes l'ont dit; je te regarde et je te donne mon billet qu'ils n'ont pas menti!".






