Canto della donna senza tempo
Ancora nulla sapevo del tesoro
che, solitario, stava dietro
la grande composizione di petali
che fecero grandiosa su di te
i più maestri tra i cherubini.
Ma te ne stavi dietro
alla grande siepe d'oro;
al tuo scrutare nulla sfuggiva
se non una prava serpe
dai veloci compromessi.
Ahimè il viscido strisciante!
sempre a noi sarà legato:
è sua la stagione in cui tutto cade,
inginocchiandosi al tempo
che scurisce i ricordi
ad uno ad uno, in fila.
Ahimè dunque questo tempo,
lui i tuoi tanti colori ha appassito.
Li vidi nascere;
Morenti immaginarli dovetti
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