Destino
Commenti (3)
che paragone... puleggia e cinghia! e lo vedo quel monello che la tira, e le superfici a contatto a generare calore... la trovo molto bella!
Immagini nitide. Questi stessi versi sono il monello curioso. Ora, "quel ti amo", è libero di giungere a destinazione.
"Amore / fummo puleggia / e cinghia..." "...stavvi Minoss orribilmente e ringhia" prima che l'anima dannata "...quantunque gradi vuol che sia giù messa...". Qui senza condanna l'anima, dimessa, si appaga dello spegnersi del canto, tace l'eco brillante del "ti amo" urlato a profusione ai quattro venti. Erano giorni d'incanto – ti rammenti? - i cui cieli abbondavano di luce e di calore, ora come un motore hanno perso l'intensità dei giri, e, mesta ti ritiri, nei panni di mestizia e di dolore. Voglia un bambino, a caso, mettere la mano all'ingranaggio; al rinnovato impulso dell'amore sarà chiamato come teste e paggio. Presenza innocente come l'alea astratta che non si governa, il mito dell'amore che si eterna, ma poi soccombe "come morto cade".

