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Amore 5 luglio 2009 · lettura 1 min · 9918 letture

Dei giorni a vivermi è il silenzio

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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E mi cercavi nei rumori tra la gente in una lacrima di gioia, dove eravamo della lontananza, indelebile presenza. Non tacere se di me erano gli occhi a raccontarti dell'immensità del cielo, del sapore pungente di salsedine. Guarda, dove s'è posata la mia mano per scriverti di noi e dimmi, se la pioggia ti parla ancora di me, del grano che si piega al vento e d'una spiga conservata a ricordo. Non ho più lacrime per raggiungerti, nessun sogno aggrappato al grido d'una nuvola per urlarti di esserci. E nella solitudine, s'accende più forte di te il pensiero e tace il pianto per non sbiadirlo. Dimmi che il tempo non ha scucito l'idea che ho del sole, del prato verde dove raccoglievo le mie attese, e della brina che si scaldava alla tua voce. Dimmelo, con le parole che sai adesso, ferme in un angolo della mente. . Ma... dei giorni a vivermi è il silenzio. La nebbia ha avvolto ogni respiro. Non parli più... quando basterebbe solo una parola.
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E' quando il silenzio dell'anima a far rumore, quando l'anima percepisce la gioia, ma gli occhi si chiudono alla luce, che la malinconia diventa indescrivibile e gli stessi pensieri incomprensibili. Allora soltanto i ricordi possono colmare il vuoto e la speranza... che tutto torni ad essere com'era e che, quel sentimento non ancora spento, faccia luce sulla verità.3 settembre 2010
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Rita Minniti
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Commenti (7)

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Gesuino Curreli5 luglio 2009

Calda poesia che sgorga e defluisce come fonte termale e sulle pietre fa lisce le taglienti scheggiature. Amabili punture di stagione che al poeta fanno da paciere nel dissidio dell'anima scontenta, nell'interminabile canzone dell'amore, che mai nessuno, mai, ha concluso nel brevissimo lasso di stagione che vale un'esistenza. Scivoli tra i rumori della gente, e diventi presenza, nell'intesa segreta, e cerchi una parvenza di respiro. Ti lascio e mi ritiro per seguirti col cantaro, tra sassi di incertezze, in cerca di carezze solamente, di una spiga dorata di ricordo, l'idea di un sole grande e luminoso. Continui e vai a ritroso, ma nell'oggi è il silenzio che ti piglia, amante solitaria a cui bisbiglia la parola che attendi trepidante.

L'immagine della persona amata cosi' nitida, nel pensiero dell'autore/trice. Tra le strofe danzano i sensi sulle sinestesie, sfere che simulano i vari sentire del nostro corpo. Forse per questo il testo dà l'impressione di sentirsi vivo e vicino, allo stesso modo di come si trasmettono i suoni della natura a noi. "Guarda/dove s'è posata la mia mano/per scriverti di noi/e dimmi/se la pioggia ti parla ancora di me/del grano che si piega al vento/e d'una spiga conservata a ricordo."In questa strofa l'autore/rice immagina la persona amata mentre si ritrova davanti uno scenario che gli ricorda momenti di felicità vissuta assieme e si domanda se tutto questo lo sente ancora fortemente. Poesia molto emozionante, molto viva e diretta,

Nadia Mazzocco7 luglio 2009

Condivisa in ogni suo verso, vera Poesia..."Guarda,/dove s'é posata la mia mano/per scriverti di noi/e dimmi,/se la pioggia ti parla ancora di me,/del grano che si piega al vento/e d'una spiga conservata a ricordo."

M
Mau03587 luglio 2009

dopo la sola prima strofa avrei già desiderato commentare per felicitarmi con te. Chapeau! e... meritatamente! non dovrei dirlo io ma sarebbe da Rime scelte.

Jeannine Gérard8 luglio 2009

ho solo da dirti che leggendo questa poesia dall'inizia alla fine ho i brividi, dice bene Mau, da rime scelte tanto è profondo l'amore che si legge, caldo e intenso, anche se c'è mancanza, rimane il sapore, diventa presenza anche nell'assenza, in cerca di carezze, quante parole sentite in questa tua bellissima,

Antonio Biancolillo13 luglio 2009

Che bella, veramente stupenda nello scorrere dei versi... da rime scelte, come dice Mau... Ripetersi non è necessario... Rimane solo da dire che la conservo.

Cinzia Gargiulo11 marzo 2011

Poesia delicata, suggestiva e malinconica al punto giusto. Opera molto apprezzata, complimenti all'autrice.