Tempi lontani
Allora gli abiti erano pelle
e allo strappo d'usura
sanguinavano,
l'ago e il filo saldavano pezze
ritagliate dalle mute dei morti
-Il vestito a festa
distinguo da animali
e lasciapassare al tempio
ad omaggiare un Dio severo
che in ira avrebbe potuto
aggiungere carestia a miseria
-La domenica, freno a ingordigie
con spruzzi del prete,
lubrificante a ossa fumanti
e dopo, clandestini in cantina
col vino nero tra fumo di tabacco
a bilanciare incenso donato al supremo,
e tenere buono sottoterra lucifero,
zappare voleva dire scoperchiare
tetto d'inferno
-Volti a dirupo amoreggiavano
s'adescavano al baratro occhi
rodavano fusioni di timidezze
per sognarsi pastori di prole
designata bella copia
di loro vite ipotecate al destino
-Gli asini erano cavalli
e la soma eroe cavaliere,
un sacco di grano, ali al padrone,
paradiso il magazzino,
angeli i bimbi a suonare
un'0rganetto di pane
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Commenti (1)
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Gionata Longo8 luglio 2009
Poesia molto criptica, molto difficile e molto diretto a livello espressivo risulta la sua composizione!
