Cazzate rap
Luciano Tarabella
944 poesie pubblicate
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Ti svegli la mattina
chiedendoti perché
la solita manfrina
seduto sul bidet
e poi esci di casa
perché,come si dice,
è giusto che tu tenti
di essere felice.
Cazzate, cazzate,
scogliere di cazzate
le scene recitate
davanti agli occhi tuoi
ti fanno più' bastardo
un uomo piccolino
ti credi un gattopardo
che perde lo zampino
vedendo che nel mondo
sei solo e vagabondo.
Se pensi tutto quello
che sai fino a trent'anni
ripeti un ritornello
restando nei tuoi panni
però, appena fuori,
t'accorgi che la gente
non ha capito niente
e strappa tutti i fiori
e tu sei una farfalla
caduta in un bicchiere
che per tornare a galla
si deve far valere.
Cazzate, cazzate,
miniere di cazzate
ragazze smaliziate
che ridono di noi
c'è un cane San Bernardo
davanti a un trampolino
c'è un briciolo di lardo
in mezzo al tramezzino
perciò ti senti solo
se scopi sempre a nolo.
La vita che cercavi
non era questa qui
l'amore che sognavi
non era quello lì
e quando sarai vecchio
caduto nello slancio
dovrai fare il bilancio
pisciando dentro un secchio.
E allora? E allora?
Cazzate, cazzate,
container di cazzate,
bottiglie già scolate
magari fra di noi
la sala del biliardo
il fuoco nel camino
il ridere beffardo
copiato da un becchino
e in fondo alla discesa
t'aspetta la sorpresa.
Attento, amico mio,
fai bene, credi in Dio
però sappi che poi
lui pensa ai fatti suoi.
Nessuno ti capisce
nessuno che ti vuole
la gente ti impedisce
di stare fuori al sole.
E allora? E allora?
Cazzate, cazzate,
tripudio di cazzate
infarti di risate
davanti ai nostri eroi
s'innalza lo stendardo
nel cielo già turchino
Cupido scocca il dardo
rubando il tuo orecchino
così d'ogni emozione
ti resta l'illusione.
Se poi pensi al passato
t'accorgi che la vita
è giunta a un punto morto
fin troppo scolorita
e non si torna indietro
ti prende lo sconforto
però ci sono i fessi
che hanno sempre torto
che credono che un mago
stia sulla stramaledetta punta di un ago.
Cazzate, cazzate,
o streghe oppure fate
le abbiamo sverginate.
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (4)
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Amara18 luglio 2009
... trovo questa prova... veramente... 'd'autore'... è bellissima... nel ritmo e nel significato... forse un po pessimistico... ma pur sempre intriso di realismo... mi piace!
Danielinagranata18 luglio 2009
Proverò a cantarla mi è piaciuta molto ogni giorno mi delizi da conservare
AlexMen18 luglio 2009
Divertente, realistica, ritmica e originale. all'autore.
V
Vera Bianchini19 luglio 2009
Bell'analisi della nostra società e trovo che il ritmo sia proprio adatto.



