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Introspezione 20 luglio 2009 · lettura 2 min · 4160 letture

L'abbandono delle cose estinte

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Francesca Difonzo neve 147 poesie pubblicate
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Pattugliammo gli abissi dell'ego tenendoci stretti uno all'altra nell'incautela che lasciò segni sul nostro non- amore interessato. Credetti a tutte le tue storie che rovesciarono l'inferno, il paradiso, gli altri mondi e l'universo ai piedi del tuo letto. Leccai il veleno dalle tue ferite, senza curarmi di finirne intossicata o di morirne tra i tormenti, tanto ai miei occhi somigliavi a Dio. Polvere e angoscia li bevvi a sorsi dalla fonte primogenita del tuo disinteresse, non fui capace di placare la mia sete. Sete di te, della tua vita, dei tuoi segreti maledetti, delle vendette atroci, delle tue torbide bugie. Come ciliegie, una ad una, io le mangiai senza nemmeno buttar via il nocciolo, tutto di te mi strinsi in seno. Sulla mia schiena nuda Sorressi il tuo dolore, sulla mia carne mostrai i segni della tua guarigione. Io ti curai mentre tu mi annientavi, ti amai mentre mi consumavi, annichilii mentre tu raggiungevi lo stadio ultimo della sublimazione. E poi, quando lei giunse e la seguisti senza scuse, mi odiai per le mie buffe guance ed il mio odore. Nell'abbandono delle cose estinte, tu non provasti alcun dolore; io restai sola per non estendere il contagio ed arginare l'infezione mi ammorbò il sangue e penetrò il midollo e scavò borse sotto gli occhi la tua insana indifferenza. Io ne morii in Dicembre, con la neve.
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L'autore
Francesca Difonzo neve

Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon

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Commenti (6)

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Amara20 luglio 2009

...bellissima... l'ho letta con un fremito interiore crescente... per aver ricosciuto le sensazioni dietro le parole... forte quanto necessita... delicata come l'anima ferita... con un uso della parola che mi piace molto...

Antonio Biancolillo20 luglio 2009

undici quartine... undici singole... brevi... tutte belle... lette e assaporate singolarmente... Parole stupende che l'Autrice ha saputo donarci... Sensazioni molto forti di un cuore ferito... evidenziate in modo superlativo nella terz'ultima quartina... Bella, veramente bella.

Giovanni Monopoli20 luglio 2009

bellissima poesia letta tutta d'un fiato per non perdere l'emozione che ne sprigiona... poesia molto apprezzata

Gesuino Curreli20 luglio 2009

E si, mi arrendo! La scorro e non mi fermo, poi leggo a brevi sorsi, i trascorsi di un amore che ti brucia, e il cui dolore ti è motivo di un bel canto. Fendo l'aria, ma il commento non può renderti altrettanto, rendo omaggio al tuo talento e del verso tuo mi incanto... Quanto trasporto, eppure non sento nostalgia! ...Ripassi i graffi sulla schiena, l'ingordigia di lui, l'ingordigia di te che lo divora, e tutto aleggia dentro le bugie, che sono poca cosa, il mezzo che si è arreso davanti all'incalzare degli eventi, come io con te, con la tua poesia, piccandomi di scrivere commenti. Era ineluttabile che tutto si spegnesse al timido apparire del primo sole, e sole fu colei che se lo vide appresso, e tu senza singhiozzi, coi muti tuoi perché .

M
Maria Sestito20 luglio 2009

E' veramente stupenda, mi ha suscitato forti emozioni bellissima, maledettamente vera nella sua amarezza.

V
Veronica Lancellotti21 luglio 2009

...molto bella, chiara e incisiva... un bel modo per descrivere una delusione e un dolore!