Nostra signora degli straccioni
Danilo Carli Stranich
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La palude s'estende inarcata
tra le cave in disuso,
intrigo d'acqua morta.
Affiorano a sbalzi sopra gli scogli
muschiosi crostacei,
graffiato da unghie violente
un muro zincato.
Tarme e vermi al lavoro,
con menzogna di pietre
ragnatele imbrattano rilievi di terra
bruciata nell'intreccio di sterpi.
Bagnata dal mare lingua lunare
sulla fiumara dura un respiro
un bacio s'acqueta e poi muore.
Bianche voci alle lusinghe del vento,
si muove di rosmarino e d'oleandri
un teatrino d'ombre,
ferito di luce il costato del cielo.
©
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L'autore
Danilo Carli Stranich
Studio legge, ho 26 anni e vivo a catania. Ho sempre adorato sia leggere che scrivere, massimamente poesie. Non ritenendomi all'altezza, per anni non ho scritto una parola, pur "sentendo" dentro immagini, pensieri, emozioni esplodermi dentro. Di recente ho deciso di vincere la mia timidezza..ho pubblicato qualcosa i
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