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Sociale 3 agosto 2009 · lettura 1 min · 3118 letture

Vecchio

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Emma Bricola 95 poesie pubblicate
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Vecchio ti siedi da solo hai sguardi ancor limpidi negli occhi nascosti Stai lì il caffè ormai freddo la mano tremante sul mazzo di carte Aspetti qualcosa qualcuno ti guarda nessuno ti vede un saluto distratto a un vecchio un po' strano Mendicante d'affetto rimani in disparte Sei triste. Un tempo scherzavi parlavi suonavi. E ora che pensi ai ricordi hai paura. La morte? L'hai vista già a volte là nella tempesta di neve vestita da fame da freddo da guerra. Ma tu l'hai imbrogliata hai scelto la vita tu non ti sei arreso coi piedi gelati e lo stomaco vuoto. E lei ti rincorre da sempre. La vedi la temi le sfuggi ogni giorno. Le gambe son stanche e ti aiuta il bastone. Arrivi ti adagi pian piano nel solito bar.
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Emma Bricola
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Commenti (7)

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Cuccu Anna Maria3 agosto 2009

Molto intensa e toccante. Mi fanno tenerezza questi vecchi solitari dallo sguardo triste ma ancora vivo. Forse pensano alla morte che si avvicina o si smarriscono nei loro ricordi mentre siedono solitari al tavolino del solito bar con il caffè ormai divenuto freddo. Stupenda.

Lina Sirianni3 agosto 2009

Riflessione osservando una persona anziana con molta attenzione, questi versi hanno colto molte sfumature della vita trascorsa di questo signore... Il corpo è "vecchio" ma il suo cuore batte ancora ha bisogno di calore umano... Molto bella e apprezzata

Kiaraluna3 agosto 2009

Straordinario questo ritratto di uomo, anziano, vissuto, disilluso eppur tenace che conosce la morte e la sfida con orgogliosa umanità,e nonostante tutto ha ancora amore per la vita. Bellissima poesia, profonda e amara, da conservare.

Nadia Mazzocco3 agosto 2009

Commovente poesia"La vedi/la temi/ le sfuggi ogni giorno." chi é uscito vivo da una guerra sa che lei, la morte, non perdona... "Hai camminato/ fino a non avere scarpe,/ hai trascinato il tuo cuore/ nella neve/ Il vento della steppa/ ha visto passare un uomo mite /con un fucile in braccio,/ il vento della steppa/ ha visto passare un uomo stanco /con una vita in spalla,/ ancora da venire./ Il vento della steppa ha perdonato un uomo su mille ed eri tu.

Jeannine Gérard3 agosto 2009

si straodinario e direi da brivido questa tua poesia, ma chi sei, tu che hai saputo vedere e racontarci una storia vera di tanti e tante perssone anziane, che sole rimangono seduti soli in trasparenza, invisibili davanta a tanta indifferenza, vissuto con orgoglio,, e tutt'insieme., la realta cruda e vera, solo il tempo ti fà da corteggiatore e la morte che hai sfidato un tempo, è li in aguato, asppetta, perché imperterrito la sento con il fiato su collo, molto sentita e direi molto ratristata da questo quadro reale che è lo specchio degli anziani purtroppo,, bellisima e triste

Antonio Biancolillo3 agosto 2009

Una riflessione molto vera eprofonda... Tenacemente questa dolce figura... dentro il suo tempo vissuto... che ancora riesce ad assaporare le piccole quotidianità del suo vivere... Stupendi versi.

Midesa16 ottobre 2009

in poche parole la vita di una persona... profonda e toccante