La quieta morte
Certo, c'è fatica in questa vita
passata a leggere nel fiume
echi d'antichi suoni di marine
stremate dall'andare e ritornare
Certo, c'è dolore a ricordare
secchi rimpianti d'un amore perso
quando sui prati il corpo suo riverso
scioglieva il peso d'una notte oscura
Il ciclo dei tramonti e dei risvegli
ha l'ombra affascinante dei suoi occhi,
quegli occhi chiari dagli sguardi puri
Certo che c'è dolore a ricordare
Questo presente a cui rinuncio,
le ore che abbandono infastidito,
hanno l'impronta d'un lontano addio
ancora vivo, un male corrosivo
E c'è fatica in ogni nuovo giorno
a scendere e salire cento scale
col peso dei ricordi sulle spalle,
a trasportare vento senza tracce
Dietro un castello diroccato
abbandonato dalla buona sorte
sale maestoso il sole del mattino
e quieta s'avvicina la mia morte
©
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L'autore
Giuseppe Aricò
Giuseppe Aricò pubblica su diversi siti internet, solo da poco ha iniziato a partecipare ai premi letterari. Ha ottenuto buoni risultati nei cinque ai quali ha partecipato: 1 Posto Categoria silloge poetica - Il Rametto d'argento - Paceco 2 Posto Categoria poesia singola - Carlevaris Brancati - Catania 7 Posto (segn
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