In quei campi
Il fumo di quel camino,
un rumore disumano.
Soldati o iene?
Un gioco spietato
in un giorno di primavera.
Non serve capire
il perché di tutto ciò.
Non lo capirebbero
nemmeno loro.
Un destino scelto
dall'uomo e un'amara
marcia verso l'alto.
Prove di gloria ma
una spietata debolezza
nel freddo dell'inverno.
Un fuoco che riscalda
e diverte.
Non c'è da divertirsi però.
Un vecchio piange
il suo passato, ricorda
la sua scorsa vita e
ha coraggio perché crede
sia solo un incubo ma
non riesce a svegliarsi.
Non può farlo.
Capisce è la realtà e
soffre, soffre per i fiori
in quel campo.
Si fa avanti con tremante
passo chiede d'essere
il primo. I suoi occhi
non vedranno l'uomo
con la falce, l'uomo
superbo e assassino.
Di tanti orrori la neve
ne coprirà ogni frammento,
il vento ne disperderà
le grida ma il dolore...
Quello rimarrà ardente
come pece nei cuori
di chi un giorno
guardando negli occhi
commossi di suo figlio
potrà raccontar la storia
di quel vecchio che
come lui tanto
ha sofferto.
©
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Commenti (1)
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Antonella Bonaffini5 agosto 2009
Molto espressiva questa poesia che pur essendo lunga mantiene intatta la fluidità dall'inizio alla fine... tristi immagini racchiuse in una cornice raffinata. Molto, molto bella. Ti do il mio benvenuto.
