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Impressioni 8 agosto 2009 · lettura 2 min · 9268 letture

Al chiaro di luna

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Voglio perdermi nell'atmosfera d'una notte d'agosto, al chiaro di luna, tra le stelle che come lucciole passeggiano serene. Con la fantasia volare in questo solitario ma splendido cielo, fermarmi e far tacere dentro di me il respiro. Confondermi poi, al silenzio della luna, e al grido disperato d'una nuvola che spaurita e persa si dilegua nel buio. In fondo ai miei pensieri, s'attenua il frenetico rincorrersi del tempo, quando di te avverto la presenza dell'immenso, dove del tutto sei l'incanto. Con occhi umidi seguo il tuo andare. Tu che abiti nei sogni, e li accompagni con lento movimento al di là del nulla, mentre sfiori l'infinito, seguendo della vita che scorre, ogni cuore che langue, ogni palpito d'amore. Ma chi sei? Dove vanno a dormire i tuoi sogni quando l'alba ti cattura? Quando sfinita a lei ti consegni? Dov'è che ti nascondi quando mi cerco in te e non ci sei? Chi sei luna? Forse non è vero che ascolti e segui i passi del vento. Ma forse è solo una lacrima stasera a confondermi nel silenzio, o forse... sei il cammino verso la luce.
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Commenti (5)

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Cuccu Anna Maria8 agosto 2009

Tante domande alla luna che sembra indifferente al nostro dolore ma lei è sempre là ad illuminarci con il suo chiarore rendendo la notte meno buia. Toccante e intensa. Stupenda.

Jeannine Gérard8 agosto 2009

sembra indifernet, ma non lo è, siamo noi a darci un significato, è lei che ci deve ispirare,, la luna non ha voce, sa solo illuminarci, quando di lei s'illumina l'immensa, stupendo, e ne senti tutto l'incanto, magnifica, e la musica che l'accompagna e commuovente, si molto bella

Antonella Bonaffini8 agosto 2009

Mi piace pensare che lei sia come tu la dipingi nell'ultimo verso della chiusa... di piacevolissima lettura, la poesia arriva magicamente.

Maurizio Spaccasassi10 agosto 2009

Abbandonarsi a quella luce che s'accende la notte, nel testo si rileva la precisa volontà di inseguire il notturno fluire della luna. La malinconia che si deduce dagli occhi umidi, ci esprime il senso di questa ricerca, quasi come se l'autore/trice volesse rivivere un momento del passato, scrutando fra nuvole di passaggio e lucciole volanti. E poi ecco l'uomo che si espone davanti a questa luce che ci guarda che ci ascolta in silenzio. Ecco gli interrogativi che ogni uomo si pone davanti all'ignoto."Ma chi sei?""chi sei luna?"interrogativi che lasciano aperti spiragli senza risposte, riflessioni che cercano l'impossibile tra il possibile. L'autore/trice si domanda dove ormeggiano i sogni degli uomini che la luna si è portata via. Rimane il dubbio.

P
Paolo Morganti24 giugno 2012

artificiosa impressione, un gioco a celarsi, come la luna che appare a spicchi e regina delle maree, piena. dalla prima alla penultima strofa parla il cuore dell'autrice e lo fa carico di amore, quell'amore trasognante che tutti sognano di avere e donare e si legge di una emozionante sera d'agosto quando svanita la calura del giorno quando freschi del vento serale che accarezza si rivolge lo sguardo e il pensiero all'amore, nell'ultima strofa un coup de scene l'autrice cambia con un abile artifizio le carte che sta giocando scoperte, le volta sul dorso e si rivolge alla luna dopo che ha rivolto tutta la lirica all'amore che ella sente dentro di se.