Dentro la scultura

Vivo dentro la scultura
di marmo
impenetrabile.
Di lei non mi posso liberare,
mi stringe sempre più
mi sorprende quando cerco di scappare.
Non posso guardarmi
incertezza
paura
percorrono il mio scomodo corpo.
Avrei paura
però
senza lei
che mi protegge
grezzamente
dalle spine.
Occhi indifferenti
ghiacciati
soli
blu come il mare
di sofferenza.
Forse nemmeno lei vede
la sua sembianza,
si ciba dei miei sentimenti
per rimanere impassibile
di fronte
agli sguardi del mondo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Riccardo Vecellio Segate25 agosto 2009
Poesia intensa e "commovente". Commovente non solo per il tema trattato ma per la profonda autoanalisi che pervade ogni verso; a volte indulgente a volte intransigente, questa introspezione permette all'autrice di condurre il lettore insieme a lei, in un lungo viaggio alla ricerca di se stessi e dei propri perché.
