Un uomo qualunque
Lentamente piegato
nel suo istinto divino
è entrato nel tunnel buio
per attraversare la vita
in un ruolo sempre più stretto
più stretto d'una prigione
recita la sua parte
con indotta passione
o con vinta apatia
nessuno sconto
per il latore di forza
e non v'è comprensione
al suo sentimento
non c'è compassione
al suo fallimento
la tirannia temporale
lo fa falso e spietato
e gli è fatale
ogni indugio pensato
ostinato ricerca
nel sereno distacco
l'incerto equilibrio
fra vissuto e sentito.
©
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Commenti (2)
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Cuccu Anna Maria16 agosto 2009
Non è impresa facile trovare l'equilibrio tra il vissuto e il sentito... Molto profonda. Tanto apprezzata.
Antonella Bonaffini16 agosto 2009
Una riflessione intima e suggestiva che molto fa riflettere. Letta con interesse e molto apprezzata.

