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Fantasia 19 agosto 2009 · lettura 6 min · 1776 letture

Paidiologia

Francesco Pozzato 115 poesie pubblicate
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Presero i Paides sostanza e colore che furon del Lor Spirto dimora, già parte e vita del Fuoco Interiore: come detto, su Chton scesero allora. Come esalata da nero vapore, videro Chton qual putrida gora: lingue sputavan le cime, di foco, laddove lutulento parea il loco. Del Lor Spirto riempiron la Natura, chi l'alma terra, chi l'acqua turchina, chi l'alte cime, e d'esse ebbero cura, recidendo la tosca e nera spina. Ma la Sua nube s'addensava scura nella stellifera volta divina e stillavano tosto acide gocce ché putridivano persin le rocce. Quel ch'è mercé di psiche e però cani, o viene scosso da linfa vitale, sfiora di Ghé le genitrici mani che son sorgente di vita immortale. I fallaci pensieri degli Umani non carpiscono quel che a Lei più cale: aver ciò di cui l'Essere abbisogna senza che gli altri conoscan la gogna. Lo Spirito d'Ydòr nelle acque scorre e giammai si sofferma in un sol loco perché il soave moto deve apporre al turbinio d'onde e spegnere un fuoco laddove, reo Faylos, n'occorre. Quando dai mari si ritira fioco, l'Oscuro prende dell'Acqua possesso e impetuosa La scuote, come Nesso. Sommo fra i Pàides fu Agathos, il Buono: Theos di Chton Gli affidò il Potere, poste le mani su Giustizia e Tuono. Furente per le tenebre più nere, terribile levandosi dal Trono, l'Aere squarcia con folgori fiere, le portatrici dell'Azzurro vero, sanza timor dell'Oscuro Pensiero. Spesso con l'Aria il Suo Essere confonde e Chton conosce il Suo caldo Respiro: dall'Alte Cime alle Terre Profonde, aleggia d'Agathos il Divin Sospiro. Germoglian fiori e spumeggiano l'onde, come non scocca l'arco fermo il tiro se non lo stende l'arciere e lo allenta con forza di suo braccio assai violenta. Sua sorella e sposa è Kalé, la Bella. Lingua non v'è tra'Mortali ch'esprime la Sua fulgida grazia d'una stella o dei Mastri Elfi le preziose rime. Parla del Cielo la dolce favella e tra le cose che vengon per prime pose sovra le sfere alte del loco quella che brucia per calor di Fuoco. Dove l'acqua discende scintillante seco portando il fruscio splendente dove lambisce la roccia affiorante d'argento vivo più che mai lucente, prese la Loro Dimora sembiante, come la vide la Superna Mente: ed essa Paidoncora fu nomata, donde solo l'amore spira e fiata. Altre Progenie di minor potere ebbero essere già prima del Mondo e dei Pàides seguiron il Volere di Chton il fato foggiando ed il fondo. Attratti dall'ingegno d'Arti Nere, giunsero alcuni al Trono dell'Immondo e tosto crebbero in Malvagità, d'atre infamandosi atrocità. Mosso dall'ira e da grande timore al più mero disprezzo d'ogni vita cadde Faylos dal proprio splendore e nell'Oscurità calò infinita. Ivi conobbe Paura e Dolore, aguzzi artigli delle crudel dita: terribile tramò la Prima Guerra che nell'Ombra Eterna tutta Chton serra. Soggiogar non potendo quella Luce che sin dal Grido su Chton risplendeva, dell'astio che sconfitta poi produce entro il profondo il Malvagio s'ardeva e la Battaglia che all'oblio riduce nella fortezza di Melas tesseva. Della Perfidia dal Suo Odio esalata la Primavera di Chton fu guastata. Simil a loto che guasta le cose mentre la calda estate ne avvizzisce, sì gualciron di Ghé le bianche rose, la rigogliosa piota poi appassisce e negli acanti per le brezze afose la verde linfa vitale perisce. Dell'Oscuro Nemico gli atti ridusser Chton a guisa di paludi. Di quel che Theos ebbe Lor celati, ovver perfidia, vendetta e dolore, i Figli di Virtù incoronati immenso ne conobbero l'orrore. Come color che al periglio prostrati il proprio non vedono buon ardore, tali furon i Pàides pel sconforto quando videro il Loro desio morto. Come sovente la materia sfrange o per caduta o per disgrazia alcuna e quinci lo scultore non ne piange, ma quel che di buon v'è permaso aduna, sì quella luce ancor'oggi rifrange, simile al chiaro baglior della Luna, che dal Loto del Nero liberata in Paidoncora fu dotta beata. Quivi foggiaron cose ancor più belle e nulla venne meno al proprio incanto: in cielo ardevano alcune fiammelle che di Kalé ed Agathos furon vanto poscia che le nomaro chiare stelle. Quinci tra'l limpido ed azzurro manto Kalè due Eterne Luci posar vole: infin brillaron la Luna ed il Sole. A lungo Ella di Chton pianse la morte. Sorsero stelle dall'amaro pianto e quinci d'Agathos lo Spirto forte nella volta le fece ardire alquanto. Due d'esse ebbero strana la lor sorte ché ridotte affocate al Vento Santo, nei contrari emisperi furon guida contra il periglio che tra'l mar s'annida. Il Male sulla Terra riversato cieche rese le fulgide pupille di Kalè, come falco presto piombato. Ma del Cielo le due Grandi Faville a cui Selene e Elios nome fu dato, son di Kalè i gemmei occhi che ancor brille. Per Chton Theos ne salvò lo splendore, qual gesto d'incommensurato amore. Paidoncora di Chton fu più splendente al mentre dell'andata primavera, ma Faylos tendeva il Suo fendente nella paura di Melas più mera. Quell'astro sì di rai bello e ridente di Theos l'Arte riecheggiava vera e d'occultarlo pensava ed ordiva ché invidia per i suoi pari nutriva. Scatenò tosto la Prima Battaglia che presso Paidoncora ebbe loco. Aspra fu come un'aguzza muraglia e devastante come un lesto fuoco che prima affoca la riarsa paglia, e il vento sperde poi spirando roco. Quinci fu Lygra Polemos nomata, la Guerra Mesta sempre rammentata.
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schema metrico: ottave narrative con rima ABABABCC nel consueto metro dei poemi epico- cavallereschi, eccovi il seguito del canto introduttivo al mio racconto fantasy, "Chtonarchia"... se in esso era contenuta la Creazione, qui appaiono le prime gesta plasmatrici dei Pàides, i Figli di Theos, l'unico Dio... di qui seguiranno canti numerati in ordine romano che costituiranno "I Racconti dalla Terra Incantata"...

L'autore
Francesco Pozzato

Francesco Pozzato nasce a Vicenza l'8 Febbraio 1990. Frequenta le scuole inferiori nel suo paese, Sandrigo, con ottimi risultati. Decide quindi di iscriversi presso il Liceo Scientifico J. Da Ponte di Bassano del Grappa, dove matura col massimo punteggio. Tra la 3a e la 4a Liceo muta considerevolmente interessi, passa

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