Niente di più sbagliato
Gianni Marcantoni
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Non c'è niente di più sbagliato che vivere la notte,
rifiutare la luce per non vedere il giorno
ed aprire gli occhi
solamente quando si è morti.
Quale destino nutre il dolore di una vita
e quale luogo attenderà crescere i nostri germogli
che la solitudine più nera
calpesta vivi...
La tua morte ora è qui a lasciarmi divelto
senza voce, senza nessuno che sappia ritrovare
in me un gesto di vita terrena.
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Gianni Marcantoni
Commenti (2)
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AlexMen21 agosto 2009
Mi hanno colpito altamente le prime quattro righe della tua poesia..."Non c'è niente di più sbagliato che vivere la notte, rifiutare la luce per non vedere il giorno ed aprire gli occhi solamente quando si è morti." ...pensieri veramente condivisibili...
Cuccu Anna Maria21 agosto 2009
Quando la solitudine e la disperazione ci avvolgono intensamente è come sentirsi morti. Allora bisogna fare in modo di riportare un po' di luce e calore. Intensa e profonda. Molto apprezzata.


