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Sociale 4 settembre 2009 · lettura 1 min · 3421 letture

Amir

A
Alessandro Marino 3 poesie pubblicate
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Stremato barcollavi, titubante, figlio della gioventù a te negata rincorrendo la tua ombra ad ogni istante affannato cominciavi la giornata. Amir, lo rammento, era il tuo nome, a te donato e a tutti ignoto, e la fame a riempir il tuo addome, ma ciò a pochi importa, è già noto. Eppur è identico l'aperto spazio, e non è forse lo stesso ciel che ci sovrasta? Ma d'innanzi all'universal giudizio siam tutti fratelli e questo basta.
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Il nome Amir è di fantasia.

A
L'autore
Alessandro Marino
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Commenti (5)

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A
Antonio Terracciano4 settembre 2009

La poesia affronta in modo semplice un argomento spinoso e toccante. Se, poi, il poeta vuole una critica costruttiva, gli dico che curerei maggiormente l'endecasillabo.

M
Marina Como4 settembre 2009

Nelle apparenti banalità delle immagini una accurata scelta dei vocaboli rende la poesia piena di spunti di riflessione. Fra il ben fatto ritmo dodecasillabo ed endecasillabo, spicca il rigo "e non è...sovrasta?" dove con la sola eliminazione del forse si sarebbe potuto rendere omogeneo il verso. Scelta del poeta per 'incirdere' il verso? Sul piano del significato spicca una condanna decisa e generalizzata dove nessuno è indenne per l'omertà verso la fame nel mondo.

Rosy Marchettini4 settembre 2009

Ho vissuto in Africa e so quanto questa poesia sia vera... Questi versi sono un urlo di dolore ed un richiamo al mondo per quei bimbi che rappresentano il nostro futuro Apprezzata e piaciuta

Giovanni Monopoli4 settembre 2009

una poesia che tocca una piaga della umanità, brutture che ancora oggi si osservano e con poco che si fa... resta l'amaro sfogo di chi ciò s'avventura piangendo se mai bastasse osar nel dolore che ancor perdura... bellissima poesia una verità cocente versata con grande stile

L
Loreta Salvatore4 settembre 2009

Il testo rivela una sensibilità estrema e capacità apprezzabile nell'esprimere una tematica di ampio respiro in pochi versi, densi di significato. Lodevole.