Staffetta solitaria

Si entra in silenzio
mano nella mano stretti
per affrontare quel triste guardare
e mentre andiamo l'odore d'anturium
non da tregua alle narici
e lacrime e singhozzi
riempiono i silenzi.
Quel velo sul viso è
una sorta di vedo non vedo,
mi illudo che non sia vero
e intanto vivo la disperazione
di chi chiede perché
alternata a chi non ha parole
e non bestemmia per rispetto imposto.
Luci ad intermittenza rossa
e il tuo vestito nero
e quelle rose bianche
stonano in quella stanza verde,
non è una chiesa,
non c'è una festa.
Impongo al pensiero
di non pensare più,
fisso i tuoi capelli
aspetto che ti alzi
e sorrida...
Ti saluto con una firma
ma non mi avvicino,
inganno la mente
nascosta dietro gli altri
che hanno il coraggio di
un ultimo saluto.
Si esce a respirare,
ognuno chiuso nel suo dolore
in compagnia dei propri demoni
l'ultima tua gara non è stata una staffetta.
E tu sei arrivato al traguardo sa solo.
©
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L'autore
Trudina
Dietro al nick di Trudina si nasconde Silvia, toscanaccia d.o.p. che ha deciso di imbarcarsi a tarda età nella grande avventura che è la poesia. Mi sono avvicinata alla scrittura davvero per caso solo qualche mese fa, perchè scrivendo riuscivo a dare sfogo ai pensieri opprimenti che mi ingarbugliavano la mente impeden
Commenti (1)
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Carlo Sorgia5 settembre 2009
Versi che danno la sensazione e la certezza del grande dolore per un amico scomparso. Bella nella suo dolore.

