Addio
Ho cercato
negli angoli più nascosti
delle viscere del mostro,
ho incrociato sguardi persi
ed inutili speranze,
ho parlato a perdifiato
con cadaveri truccati,
sentendo la mia falsa superiorità
sgretolarsi tra le mani.
Non sono padrone di me stesso in questo mondo.
Aspetterò che scenda la nebbia
per andarmene,
proprio quando avrete più paura,
proprio quando le cose che ci circondano,
ormai senza più forma
inghiottiranno la mia ombra,
in silenzio,
con lo sguardo basso,
per non dimenticare i passi.
©
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Commenti (1)
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Gabriella Caruso6 settembre 2009
Intensa, struggente, forse anche in questi versi si nascondono un po' di rabbia. La triste realtà della vita è anche questo Molto piaciuta. La conserverò
