Aperegina
La stanza puzzava
di tempo sfatto
Appoggiate,
fragili porcellane
d'avorio,
occhi vuoti
e saliva gocciolante
E Lei, lì
La mia aperegina.
Senza ricordi.
L'ho stretta,
eco del mondo
lontano.
Qualcosa è affiorato
ha tremato
nel mio amore.
Altre hanno sorriso.
Solo quello è rimasto.
Ed è tutto.
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Commenti (1)
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Sergio Melchiorre7 settembre 2009
E' una poesia che fa riflettere il lettore, è ben strutturata e raffinata... Apprezzata!
