Umani mercati
Come spietato mercante che certifica
reattività di vecchi cavalli
con mazzate alla schiena
così l'uomo con torrenti di cicatrici
alla faccia confusa all'età
diede una grossa pacca sul culo alla donna
con calze a rete e vestito rosso
che liberò una miscela di profumi sofferti
e scosso, il corpo, si irrigidì senza
nascondere l'ormai pomeriggio degli anni
se del tramonto s'intende il declino
Una lercia battuta a lama di bocca
ebbe il gravoso compito di strappare un sorriso
per meglio controllare ogni varco dell'inferriata
dei denti aggrediti dal fumo
Nel sollecito di quattro passi lungo il viale di sempre
a mostrare all'acquirente la merce,
giustificò la danza dell'anche allenate a smuovere
gli occhi e poi le all'acciò una mano alla cinta
fino al voluto sconfino a toccare fugace
anche il seno ma ne seguì una smorfia
alla sua dubbia durezza vanto di un tempo
Stanco di troppe verifiche, rosso in viso
adirato il magnaccia sbottò
tu guardi carcasse e ignori il mestiere
questa donna è pur vero che del cielo non è
più la regina ma ne ha stesi di uomini
e sul suo carnè non ci sono date da commemorare
per perse battaglie e se proprio vogliamo
scendere nei particolari è stata causa
di abbandoni di mogli e tagli di vene
seguite da fiumi di pianto che conservano
solchi di tracce
Ne seguì un giudaico abbraccio
e il cambio di portafoglio dei soldi
con sguardo al cielo della schiava venduta
e mani congiunte per il nuovo breve
sbarco del cupo lunario
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