Lì sopra

...l'azzurro riflette
su specchi di acqua salmastra,
bianche e soffici ammassi d'ovatta,
che giocano con il vento a rimpiattino,
di forma cambiar velocemente...
or un volto, or un cuore,
or pecora, or cigno...
Lì sopra sulle nostre teste...
al di la del cielo
è l'infinito vuoto,
il buio più profondo,
né vita, né sole,
giunge ad illuminare
il passo delle stelle.
...basta guardare il cielo
e imparare a sognare... .
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L'autore
Anfra
Sapere di me? Basta guardare un grosso ulivo contorto, che alza i rami verso il cielo, e saprai chi sono io.
Commenti (2)
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poetapercaso13 settembre 2009
colto pienamente il tema della settimana, quasi senza mensionarlo neppure. piacevole la progressione...
Salvatore Armando Santoro15 settembre 2009
Beh! che dire? Questa poesia ha un filo conduttore che ci unisce: le nubi. Nel 1999 ho scritto "Pigrizia" una poesia molto impegnata anche se l'incipit non lo facesse supporre: Pigro, osservo le nubi che si rincorrono nel cielo. Come un bimbo scherzoso disegno con la mano visi di giganti minacciosi, maschere di streghe e di maghi, goffi elefanti che si sciolgono e si ricompongono come disegni di un carosello TV. ... Comunque anche questa ha una chiusura di un certo spessore che fa pensare e va segnalata!

