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Sociale 17 settembre 2009 · lettura 1 min · 26907 letture

Ai caduti di tutte le guerre

Carlo Fracassi 494 poesie pubblicate
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Suona la campana ogni sera, la più grande del mondo. Cento i rintocchi per ricordare, cento i rintocchi per pregare, cento i rintocchi per non dimenticare. Suona la campana ogni sera, la più grande del mondo, forgiata col ferro di mille cannoni. Recise le vite da ideali bugiardi con vane partite di ricchi codardi. Sull'Adamello, sotto coltre di ghiaccio, ritrovaron le salme d'imberbi fanciulli con penna al cappello e la foto di mamma nell'umil fardello. Cento i rintocchi per ricordare ogni sera tutti i caduti d'ogni guerra nel mondo. E' la campana più bella, mesto il rintocco, il sentire profondo!
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La campana di Rovereto "Maria Dolens", simbolo della maternità dolorante (detta della pace) fu fusa col metallo dei cannoni di 19 nazioni che avevano partecipato alla guerra 1915/18 e suona tutte le sere al tramonto cento rintocchi per onorare i caduti di tutte le guerre. Ho voluto, inoltre, ricordare i sette giovani soldati ritrovati fra i ghiacciai dell'Adamello, menzionati nella canzone Campanaro, presentata al Festival di Sanremo nel 1953. (Settembre 2009)

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (13)

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Angela Rainieri17 settembre 2009

Cento rintocchi per ricordare l'infamia delle guerre e le scelleratezze dell'uomo... Molto toccante l'immagine del giovane soldato morto che porta nel cuore la foto della mamma come pegno d'amore... Stupenda descrizione in memorabili versi .

Kiaraluna17 settembre 2009

Rintocchi di camapana per ricordare l'orrendo prezzo pagato ad ogni guerra all'alterigia umana, fiori calpestati che non possono essere dimenticati. Stupenda dedica, versi di grande intensità,da conservare.

Antonella Bonaffini17 settembre 2009

Poesia che riesce a portarsi dietro una grande malinconia... letta con molta tristezza, apprezzatissima.

Berta Biagini17 settembre 2009

Chissà per quanto tempo ancora dovremo ricordare i nostri morti – queste guerre non avranno mai fine purtroppo – proprio oggi 17. 09. 09 si è allungata questa lista – come trovare altre parole – si può solo pregare.

Giorgia Spurio17 settembre 2009

sembra una profezia per ciò che è successo oggi. tristemente ricordiamo i ricordi altrui. nel nostro sangue ci sono anche le tristezze di guerre vissute dei nostri nonni. ad ogni rintocco un allarme, sussulta il cuore, e si apre la mente. cantiamo un'alleluia e di certo non fa parte di noi dimenticare... bella poesia.

Jeannine Gérard17 settembre 2009

che dire sempre di queste poesie, scritte da chi di bagaglio culturale ne ha da vendere, sempre diverse, e sempre piene di storie vere, una poesia che tocca il cuore non soltanto di chi ha perso i figli nelle tragiche guerre, ma di chi ha un cuore sensibile, che tutti giorni soffre nel sentire quanti morti ancora fanno queste battaglie per ideali che non sono, anche stamani la notizia, di altri morti, e l'elenco si allarghera sempre, triste, ma soprattutto molto bella la poesia, è veramente da conservare, e non dimenticheremmo facilmente, noi che sapiamo amare e ricordare,

F
Franca Canfora18 settembre 2009

Ogni tempo ha avuto le sue guerre e i suoi morti, e ogni morte ha avuto lacrime e dolore. Fiori recisi, memorie vecchie e nuove da non dimenticare.

Rita Minniti18 settembre 2009

Ed è con grande tristezza che l'autore parla in maniera altamente pregevole di questi orrori, legati a tante date, troppe date, e che toccano profondamente il cuore di tutti. Davanti a tutto questo non si può far altro che pregare e sperare che, una luce da lassù, ci dia una mano. Bella... bella ... se pur straziante e commovente.

Carla M Casula19 settembre 2009

Ho letto la poesia in religioso silenzio. Anche mio nonno paterno ha combattuto nella Prima Guerra Mondiale, era un "ragazzo del '99"...No, non è morto sul campo di battaglia, si è spento all'età di novant'anni al suo paesello ma non ha mai dimenticato gli orrori della guerra. E' un pregevolissimo componimento, degno omaggio ai caduti di tutte le guerre.

Anna Maria Scamarda8 dicembre 2009

Sentimenti così, non possono che fare un grande onore al tuo profondo sentire ... Versi ... che mi hanno emozionata tantissimo ...

Giovanna De Santis29 ottobre 2010

poesia suggestiva sentitissima fino alle lacrime, vite spezzate per il truce, orrore della guerra, grazie per averla riproposta, la conservo, lodevolissima poesia

Agostino Biddau29 ottobre 2010

quella campana dovrebbe suonare tutto il giorno per la ricerca della pace ma, l'uomo della guerra è sordo. Molto bella

C
Colomba26 gennaio 2012

la guerra non ha mai portato vita, ma soltanto morte e distruzione,è un viaggio senza ritorno diceva S. CARLO VOYTILA. Questi rintocchi di campane vogliono essere una protesta, lasciando nell'anima una grande tristezza...