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Riflessioni 18 settembre 2009 · lettura 1 min · 2843 letture

Relazioni inverse

Zima 451 poesie pubblicate
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Si sta come a kabul sei vite su una lince Il pazzo cantava contando le dita una, sempre una mancante alla mano che resta
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come ci sentiremmo noi, se scampati ad un attentato vedessimo gli altri morire?

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Commenti (3)

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Oliviero Angelo Fuina18 settembre 2009

Incipit (e sintesi) d'Ungarettiana memoria del precariato sul fragile albero della Vita con foglie a perdere. Ma qui, nella sensatezza degli additati pazzi, i conti sembrano non tornare mai! Piaciuta, e molto.

Giorgia Spurio19 settembre 2009

già è proprio così! sante parole! bella! se non mi sbaglio a tema ungaretti era così: "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie." ora nn ci sono rami che perdono foglie ma le nostre mani che perdono dita.

Grazia Longo19 settembre 2009

un piccolo splendido gioiello di versi in uno scrigno di emozioni ...