Con un terrore da ubriaco
mi accosto alle parole col tremore
di chi porta tra le braccia
un bambino appena nato, col timore
che mi cadano, la riluttanza
per tutte quelle rughe – quando si dice
che invecchiando si ritorna allo stato
primordiale, vale
anche il contrario-
il volto livido, gli occhi (ancora d’acqua)
e la paura di non conoscerle, la pelle
rossa dallo sforzo, i varchi duri a cedere
per tutte le volte che le ho credute
mie. e non sapevo niente
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L'autore
Zima
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