Simil al canto d'un violino è quest'addio
I violini piangevano di musica quella notte
Quando nell'immonda tristezza dell'abbandono
Le lagrime a terra come vetri finivano rotte
Capivo quanto la vita m'aveva schiaffeggiato in faccia quest'orribil dono
Nell'immoto manto blu mi disperavo
Quando i violini suonavano di disperazione
Fingendo d'esser morto in questa notte mi cullavo
Aspirando invano all'abbraccio dell'eterna cessatrice d'ogni azione.
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Commenti (2)
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Tanja20 settembre 2009
Poesia melanconica... velata di una nostalgica tristezza... toccante la similitudine che hai usato... il suono dei violini per descrivere la disperazione di un abbandono... coinvolgente... Molto sentita e apprezzata.
Doraforino1 ottobre 2009
Un addio segnato dal pianto di violino, c'é tutta la disperazione dell'autore in questo canto notturno.

