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Introspezione 21 settembre 2009 · lettura 1 min · 5110 letture

La mia prima poesia (avevo 8 anni)

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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O mendicante che stendi la mano tremante ai passanti, la povertà così' ti ha ridotto ah maledetto denaro! Ma se vincessi la sisal o un terno " all'otto " ti aiuterei non sarei avaro. Tu stai sull'angolo della via con la speranza che qualcuno ti dia una piccola cosa ma per te è abbastanza. Ma tu non devi pensare a questa vita perché' un giorno sarai felice anche tu a goderti la felicita' infinita fra gli Angeli, lassù!
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Per me questa è la più bella poesia che abbia mai scritto, infatti la scrissi all''età di otto anni e la pubblico non perché susciti in voi ammirazione bensì tenerezza, almeno una piccola parte di quella che provo io ogni volta che la rileggo. Ho lasciato nel testo anche un errore di ortografia in un improbabilissimo terno ...all'otto! Ed è stato con questi puerili versi che ho iniziato... a tediare chi mi conosce. La canzone allegata è del 1955, io la cantavo a Viareggio in piedi sopra un pino caduto ad un pubblico di bambini con un microfono che era un pezzo di legno.

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (6)

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Gesuino Curreli21 settembre 2009

Tu non mi tedi, e a questi versi offro la mia bocca volentieri per dissetare arsura e sentimenti. Con l'età si perde il candore e la freschezza, questa è folata, è brezza che piace ad ogni anima che investe. C'è tutta, intatta e piena, la poesia di quella età sincera (e sai che non ritorna), l'intimo sentire che dà lo stato di grazia, la capacità del sogno e di vedere ogni terrena cosa oltre il suo estetico apparire. Questa è la meraviglia, brandello di pensiero che attorciglia il senso più profondo del dolore, e cerca in altro mondo il ristoro più tenero e profondo per chi da questa vita abbia avuto, solo tiepida e sbiadita, una pena per lauta ricompensa. Siedi con chi soffre e con pudore porgi la mancia a quella vita solitaria .

Rosy Marchettini21 settembre 2009

Quale tedio posson dare le tue stupende poesie? In me hai suscitatoammirazione per quel bimbo capace di cogliere malinconia e tristezza nel cuore di un mendicante e consolarlo dicendogli che un giorno anche lui sarebbe stato felice E' in questa poesia che si evince la maturità e la sensibilità che ti contraddistingue Bella, anzi bellissima poesia Applausi a quel bimbo che eri, da questo grande teatro Immensamente piaciuta ed apprezzata

O
Orma Detruria21 settembre 2009

non c'è motivo per non credere alla tua nota, si sa che ti piace far burletta, ma questi versi sono sinceri del bimbo che già ben prometteva... naturalmente non per inclinazione alla poesia, piuttosto alla bontà e alla voglia di giustizia.

Giorgia Spurio21 settembre 2009

che carina! la puerilità dei bimbi è la poesia migliore.

Jeannine Gérard23 settembre 2009

molto bella, però peccato che per aver giustizia, debbano aspettare di vedere gli angeli, un cuore molto profondo già all'età di otto anni, e chiedersi se avesse vinto il terno, cosa ne avrebbe fatto, le avrebbe aiutati, si molto commovente, molto, ma un giorno, saranno anche loro nella schiera degli angeli a godersi la felicità, tenere, e sentita, ma triste, che non ci siano soluzioni che possano allieviare il loro disaggio,

Lucia Volpi16 giugno 2010

semplice e molto profonda, ti ringrazio di avermi dato la possibilità di leggerla