Quale amore
Non a tutti è dato di conoscere l'amore.
Non ha sembianze certe, né luoghi
deputati.
Non ha colori definiti, né materia da
plasmare.
Libero s'aggira nel tempo e nello
spazio, soffio impalpabile d'odorosa
zagara, dalla collina rotola nel mare,
per poi ascendere nell'indaco del cielo.
Di vibrazioni occulte vive e di recondite
armonie s'appaga, pulsate da quel
vulcano labirintico che è il cuore.
Dardeggia luce come il sole nel
chiarore del mattino, disseta l'anima
quale acqua di limpida fonte il
beduino.
Da pietra ferrigna avviluppato,
alla tempesta oppone resistenza,
né scalfire si fa da fulmini improvvisi
o tormente pervicaci.
Entrare nel recinto sacro dell'amore,
certi di poterlo conquistare, è varcare
la soglia di una cattedrale senza
posseder la fede.
Solo a chi ha serbato occhi e cuore di
bambino è dato di abbracciarlo.
Tu, scelta a caso dalla sorte, a portarmi
amore vero, ora sei l'unica: la madre,
la figlia, l'angelo e il demone.
M'immergo fiducioso in fondo a te,
cercando nel tuo abbraccio la serena
quiete e la tua luce.
Relega nel buio quanto tu non sei.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Lina Sirianni21 settembre 2009
Solo chi s'immerge fiducioso nelle sue braccia può riconoscere l'amore... Non è facile con l'egocentrismo che guida i cuori di oggi... Molto apprezzata e letta con piacere
