La mia barca
Ho sempre governato la barca
della vita, superando tempeste
marosi e mare piatto.
Le rotte conoscevo ed i porti
in cui attraccare.
Amici mi erano i venti ed il
loro ululare non temevo.
Navigatore solitario sono stato,
mai di regata organizzata.
Ora, a questa età sospesa
come fragile ponte fra due mari,
questa barca mia voglio sgovernare.
La lascio beccheggiare in mare aperto,
aspettando, senza alcun timore, che
uno scoglio venga ad abbracciarla.
©
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
È moto bella... complimentissimi (Sara Acireale)
Bentornato! Notte serena (Gianna Occhipinti)
Commenti (2)
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Sara Acireale27 aprile 2018
La barca della vita ha superato tempeste, si è destreggiata tra i marosi, conosceva le rotte, i porti. Adesso è anziana e stanca... forse vuole solo riposare, non vuole essere più governata e aspettare l’abbraccio di uno scoglio. Versi che sgorgano dal cuore di un’anima sensibile. Sinceramente piaciuti.
Gianna Occhipinti27 aprile 2018
E’ un piacere rileggere le poesie di questo bravo autore che sa come arrivare al cuore, come trasmettere emozioni vere, di vita vissuta. In questa barca che tende a lasciarsi andare, c’è l’abbraccio del mare, il suo inesorabile potere di sostenere anche quando sembra che tutto sia finito. C’è la consapevolezza dei propri limiti, il riappropriarsi dei propri sogni ... liberi.

