Ativ

Racchiudo tutte le parti
di me stesso
su di un letto sfatto.
Seguo cime di cipressi
che bucano il cielo
tra scie di nuvole perse.
Nel silenzio sono sordo alla vita.
Nei loculi della mia anima
sotterro il mio respiro
sotto autunni storpi
deformi di piogge lavate.
Una lacrima di sale
scesa dalle immagini del tempo
corrode lentamente il mio cuore
che brucia
all'alba di un nuovo giorno.
Corro solo
sui sogni che di notte mi vivono
non distinguo più essi dal reale.
Mi fanno correre sul vento
sulle illusioni dei pensieri
già di ieri.
Travalico il mio essere
valico le mie coscienze.
Al di là delle mie angosce
m'inebria il mio profumo
mi ricorda di te
d'una immagine lontana.
Inseguo punti vuoti nel vuoto
dal mio letto sfatto...
li svuoto su un foglio bianco.
poi mi dono il sonno.
©
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Commenti (1)
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Daniela Messana25 settembre 2009
Versi tristi che descrivono la difficoltà di vivire nella nostalgia di un amore lontano e non solo... il sonno modo per anestetizzare la solitudine. Molto sentita e condivisa.
