Inventandoti favola
Rita Minniti
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Era d'autunno,
e di salsedine respirava il vento.
Del mare il lamento saliva al cielo
e di me una lacrima
è ferma,
fredda,
sul pavimento.
Mi nascondevo con le mani il viso
confondendomi tra la gente
e accanto era un fiume di parole
che a cercarmi nella solitudine
non c'ero.
Quante onde
hanno baciato la scogliera
e la luce,
imbastiva scene ad un incanto,
che ritornano ancora.
Era d'autunno
e l'onda lambiva lo scafo.
E mi sono persa in quel mattino
dove l'aria respirava il mare,
e di felicità era l'incertezza,
quando di te l'amore
m'ha preso la mano.
Mi sorrideva
lo sguardo dei gabbiani
e sorridevi,
io che ti bevevo con gli occhi
inventandoti favola.
Era d'emozione
che si vestiva la tristezza
e il viso mio arrossiva.
E mi sentivi negli sguardi
com'io ti sentivo,
in una complicità di silenzi
che parlavano muti.
E l'onda lambiva lo scafo
silente nel suo andare,
e t'avvicinavi,
ed era d'autunno .
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L'autore
Rita Minniti
Commenti (2)
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Cuccu Anna Maria26 settembre 2009
e ti avvicinavi ed era autunno... Chiusa molto bella... complicità di sguardi silenziosi ma intensi... Molto apprezzata.
Maurizio Spaccasassi28 settembre 2009
La stagione autunnale ravviva i ricordi d'amore, come un fantasma mai scomparso del tutto. In questo silenzio tra le foglie stressate dell'estate tutto prende voce. Momenti felici dispersi nel tempo che arrivano a tratti come le onde nelle mani del vento. Il linguaggio degli innamorati spesso non usa le parole, sono gli sguardi a parlare con i gesti e l'espressione del viso, si mescolano al silenzio creando una dolce musica da trasformare l'eterno in un attimo. Ed ora ogni nota rimane orfana nella malinconia del suo stesso silenzio. bella lirica


