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Riflessioni 2 ottobre 2009 · lettura 1 min · 956 letture

Non ho fiori per Cristo

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Marcello Caloro 81 poesie pubblicate
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E' fauce spalancata l'ingresso, fagocita ingordo e rutta mai sazio. Cessano improvvisi odori e pensieri rumori e voci, ma non preghiere. Qui vige incontrastato il silenzio interrotto da trilli supplichevoli. Asepsi assoluta anche nei sorrisi e stanze disadorne, bianche, uguali tutte gemelle contenenti gemelli. In contatto telepatico tra loro narrano le proprie sventure solo lampi distratti, in occhi spenti. Come graffiti sui muri, crocefisse le impronte di anime transitate. Un icona Sacra celata dalle attese... Colgo dal prato un piccolo fiore giallo, lo depongo tra i petali di una rosa votiva.
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Marcello Caloro
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Commenti (1)

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Lorenzo Crocetti2 ottobre 2009

Molti lettori e nessun commento fin'ora a questa poesia che non si da dove voglia andare a parare. Quando si esprimono concetti così astrusi alla comprensione, l'autore dovrebe almeno farne un cenno di spiegazione nelle note. Mi par questa la medesima solfa che in precedenza, di altri, ho criticato, il prendere il nome di un "personaggio illustre" ed un titolo a sorpresa, biascicare qualche verso che all'autore sembri controcorente, ed attendere. Quando si tira in ballo Gesù Cristo, lo dico io che non sono certo un "bacchettone", e si intesse un senso critico, lo si fa esclusivamente perché quel nome attira, ma poi? Tanti letttori e nessun commento, come a dire: "Ma cosa vuol significare?". "Solo il desiderio di sorprendere" rispondo io