Ad Alda Merini
Io non so
quale consistenza avesse
la follia
che a lungo ti sottrasse
allo sguardo del mondo
chiusa
entro il perimetro vigilato
di una malattia.
Ma so
come tu sai
le invisibili sbarre innalzate
sui quartieri
sulle case
attorno alle città
che fanno di ognuno
un folle
per il solo fatto di vivere.
E so
come tu sai
che uno sguardo proteso
all'orizzonte
incontra sempre
il metallico chiaroscuro
di una finestra.
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Commenti (2)
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Nutellina Cinzia Pallucchini3 ottobre 2009
"per il solo fatto di vivere"quante persone, in passato sono state chiuse in manicomio solo per il semplice fatto che erano più sensibili di altre e scomode per la società, ma sanissime, quante persone meno fortunate della poetessa sono rimaste chiuse... bella la tua poesia, grazie
Saverio Chiti3 ottobre 2009
ehh si! c'è chi si rinchiude nel proprio io, chi si nasconde ad occhi svogliati che tutto vedono ma niente "scoprono", se non l'essere soli con se stessi! Credo che siano davvero una bella dedica, ma sopratutto una verità "vera" quel che dici, esprimi... dove volgiamo lo sguardo sempre troviamo un ostacolo che s'innalza davanti alla nostra visuale... e spesso è solo cecità interiore. Molto piaciuta e condivisa (e non solo x la dedica)

