La tarda estate
Scivola dolce una foglia dorata
Nell'aria ormai priva dei profumi di Giugno
Un delicato vento gioca con lei
Mentre uno ad uno si spengono i colori.
Le piogge superbe in marcia da nord,
Presto la nebbia densa
Ricoprirà gli scheletri di boschi danzanti
Echeggerà la voce del corvo
Dispersa nell'odore sacro della terra
Risorgerà poi il tiepido sole di Marzo
Nuovi fiori sbocceranno da turgide gemme
Temprate dal gelido vento della notte
I profumi del giallo, del rosso e del viola
Esalerà l'umido prato.
Ancora l'usignolo donerà al cielo il suo canto
E nuovi amori nasceranno tra gli uomini
Inebriati dalla magia della vita.
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Commenti (2)
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Gianmarco Massarotto3 ottobre 2009
Io amo profondamente la natura (sopratuttol'autunno ed i suoi colori) e questa poesia mi ha comunicato molto, riesce a creare una certa atmosfera,
Stefano Sivo3 ottobre 2009
Una descrizione delicata e gioconda del susseguirsi delle stagioni... allegoria dell'incedere della vita... versi calibrati... ricchi di poesia e di amore ...molto apprezzata
