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Riflessioni 10 ottobre 2009 · lettura 2 min · 5222 letture

Batuffoli di cielo

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Mi accompagno su strade impolverate soffermandomi ad ascoltarmi, tra rivoli di suggestive passioni o al limitarsi d'ingannevoli sguardi, ogni volta che batuffoli di cielo, baciati dai ricordi, s'insinuano in me. Chissà se saprò mai voltarmi indietro e sorridere agli sbagli o di quelli che gli uomini chiamano così. Chissà se mai riuscirò a rincorrere sogni, che sembrano celarsi dietro l'esistenza d'un peso, oramai diventato insostenibile, mentre testardi continueranno a scavare ombre. Oggi mi guardo le mani, i segni d'una vita, di anni passati a logorarmi al ritmo incessante del suono di campanelli d'attese. Oggi che il tempo non è più quello di ieri, e mi raggomitolo come un gattino ferito nella paura del domani. Parlo col vento e mi spaventa l'idea di varcare l'impossibile. Ma ad abitarmi il cuore è una luce, in un angolo smesso dell'anima, fortemente accesa. Saprà indicarmi la strada, tracciandomi una linea ancora sconosciuta. Perché non morirà mai la certezza dell'esistenza d'una sola possibilità di varcare l'oblio, e vedere aprirsi una porta ad un domani che sento non morirà mai.
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Commenti (2)

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Rossella Gallucci12 ottobre 2009

I ricordi sono quelli che spesso ci turbano, ci condizionano ... A volte si fa una specie di bilancio della nostra vita, piangendo sugli errori, ma poi si guarda al futuro... bella questa immagine del domani che è tutto da vivere... Nostalgica all'inizio, chiusa piena di ottimismo. Ben strutturata. Piaciuta veramente

Maurizio Spaccasassi12 ottobre 2009

Batuffoli di cielo come ganci per risollevarsi con le proprie energie da sentieri impolverati, ma proprio questi si appoggiano sempre dove la ferita fa ancora male. L'autore/trice riflette nella mente come in una grande stanza, dove giudice ed imputato coincidono. Interrogativi di un domani che passa per quello che si è adesso. Interrogativi che penetrano tutti attraverso se stessi nell'attesa di un proprio cambiamento. Nella terza strofa l'autore/autrice specchia se stesso nella fotografia dell'oggi rivelando i segni su se stesso che la polvere del tempo porta con gli anni. L'ultima strofa termina con un domani di speranza che nasce da una luce dentro, una luce che niente e nessuno mai ci toglierà, perché non è soggetta a volere umano. Bella poesia