Lumacò (Lettera al mio Asino)
Oh! Lumacò
quando ti comprai
avevo ancora i capelli
da pettinare con le dita
quando si avvicinava
la scadenza del foglio
di cambiale
e guardavo le ragazze
che mettevano paura
al sangue che nascondeva
le parole
ora tu sei vecchio e stanco
col deserto sulla pelle
e i tuoi denti accarezzano
soltanto i ceppi duri
della lupinella
mentre piombi di bava
ti inchinano alla terra
che corteggia le tue ossa
per un sonno sordo
alle mie bestemmie
che furono pretese
senza ricompense
-Lumacò scusami
col tempo ti ho capito
ma il progresso avanza
animali nuovi sono venuti
col cuore di ferro
parlano in rumori
divorano petrolio
avanzano e rendono
fumo nero,
il merlo la quaglia
scappano alla vista
-Lumacò siamo vecchi entrambi
con due condanne simili
e distanti
tu per una mortadella
e io coi tuoi soldi
verso il decoro del silenzio
scusa se ti ho scritto al tramonto
-
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Commenti (2)
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poetapercaso14 ottobre 2009
trovo molto belli questi versi, una riflessione in versi con un improbabile asino che ascolta silenzioso, si legge tra le sue righe ineluttabili eventi, cambi epocali che accompagnano la fetta di eternità che spetta a ciscuno sotto il sole. correggerei solo qualce piccolo errore distrazione, per carità nulla di grave. intanto la metto da parte, perché molto bella
S
Sajka16 ottobre 2009
ma che bello questo parlare in una dimensione così vera. Un'umiltà ironica e amara, l'incontro con se stesso nella storia e nel guardarsi dentro
