Presagio
E' ancora soffio di memoria
il brivido lungo d'inverno
e già l'aria tiene sospesi
profumi di tigli e surfinie
tra i ristagni di pianura.
Rami di luci pungolano
a fatica l'atmosfera
e qualche sagoma di lontano
si muove in un tremolio senz'ombre,
quasi che l'esistenza stessa
fosse allucinazione di calura,
d'arsura incorporale:
sete inaudita di Chissacché.
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