L'altro giorno
Giorgio Lavino
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L'altro giorno ho scoperto un mare che
non avevo mai visto. Era a due passi da
casa mia e questo dannato tempo veloce
era riuscito sempre a nascondermelo. L'altro giorno
finalmente l'ho visto. Era nella felicità di una
ragazza innamorata.
L'altro giorno ho vissuto un po' d'ora di gioia,
una carezza di una mano sconosciuta
mi ha donato un lampo di calore. Quante carezze
ho perso perché non sono riuscito a coglierle. Quante
dolcezze ho perso perché non comprendevo
il loro linguaggio.
L'altro giorno ho pescato un sorriso di un bimbo
in un torrente di cose quotidiane. I bambini ci fanno
regali bellissimi e c'inviano messaggi chiari, siamo
noi che non riusciamo a capirli.
L'altro giorno ho incontrato un vecchio sogno.
Se ne stava da parte e non voleva parlarmi. Anzi,
è scappato via, l'ho rincorso e raggiunto. E quando
gli ho detto che non l'ho mai abbandonato, ha pianto
abbracciandomi.
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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